Il matrimonio gay “in qualche modo possiamo paragonarlo all’apartheid in Sudafrica o alle leggi naziste: erano frutto di un’ideologia e non parte della natura morale. La Chiesa non potrà mai approvarlo”. A dirlo è Kirill, patriarca della Chiesa Ortodossa Russa , intervistato dal canale Russia Today, emittente vicina al Cremlino, che nel febbraio scorso aveva incontrato Papa Francesco a Cuba. “Quello che sta accadendo dei paesi occidentali – ha continuato Kirill – è che, per la prima volta nella storia umana, la legislazione va contro la natura morale degli esseri umani”.

“Noi diciamo – ha sottolineato il patriarca nella sua lunga intervista con Rt – che la Chiesa non può mai ridefinire il bene e il male, il peccato e la giustizia, ma noi non condanniamo le persone che hanno diverse preferenze sessuali. Questa scelta grava sulla loro coscienza e sono affari loro: ma ciò non deve essere discriminato o punito, come era pratica comune in alcuni stati. Tuttavia, in nessun caso questo dovrebbe essere accettato come norma sociale non diversa dalla norma sociale che deriva dalla nostra natura morale, cioè il matrimonio tra un uomo e una moglie per creare una famiglia e avere dei figli. Ecco perché crediamo che questa nuova tendenza costituisca una grave minaccia per l’esistenza della razza umana“.

Secondo Kirill la Chiesa deve affrontare questo problema e “dire che è una brutta cosa”, anche se “le autorità di alcuni paesi hanno cercato di mettere a tacere gli ecclesiastici”. Qualche tempo fa “un pastore protestante è andato in galera per aver chiamato nel suo sermone un matrimonio omosessuale un peccato” ha ricordato il patriarca di Russia. Questo episodio “ricorda molto quello che accadeva sotto il totalitarismo sovietico”. Nei paesi che dichiarano il loro impegno per “la libertà di parola”, è possibile essere puniti per “aver espresso la propria opinione” ha detto Kirill commentando l’episodio. E ha auspicato che questa “tendenza pericolosa” si esaurisca e che “l’ordine naturale” delle cose prevalga: “Io non voglio nemmeno pensare a cosa ci potrebbe accadere altrimenti”.

In politica estera, parlando con Russia Today, Kirill spera che la Russia e l’Occidente si uniscano contro l’Isis, anche se la coalizione a guida Usa “ha un suo approccio” e la Russia ha “una posizione diversa”. Ma ora è il momento in cui non “possiamo più avere due posizioni in conflitto”. Le ultime parole di Trump, in merito alla necessità di combattere il radicalismo e il terrorismo islamico, hanno dato “speranza” al patriarca. Questo perché “il terrorismo – ha concluso Kirill – costituisce una reale minaccia per il mondo intero, inclusi la Russia, il Medioriente, l’Europa occidentale, gli Usa”, ed “è tempo di mettere assieme le idee, unire le forze e collaborare per risolvere questo problema che molti Paesi e popoli stanno affrontando”.