Se ci fosse un campionato di sostenitori per il, sarebbe certamente nelle prime posizioni. Nei fatti, come ricostruisce il Fatto Quotidiano, finanziando tra l’altro parte della spedizione delle lettere del presidente del Consiglio agli italiani all’estero. Ma anche a parole, con il suo profilo twitter. Davide Serra, il nemico pubblico numero uno della sinistra del Pd e amico pubblico della Leopolda da anni, twitta e ritwitta, ovviamente solo sostenitori della riforma: Maria Elena BoschiSergio Boccadutri (ex vendoliano diventato renziano), Anna Ascani (ex lettiana diventata renziana), Erasmo D’Angelis (consigliere regionale margheritino, poi responsabile di Palazzo Chigi per la messa in sicurezza del territorio, poi direttore dell’Unità, poi di nuovo responsabile di Palazzo Chigi per la messa in sicurezza del territorio. E poi certo Bloomberg, Financial Times, Pd, Basta un Sì. Ma soprattutto il suo obiettivo è Beppe Grillo. Fino a essere in grado di mettere insieme due cose che non c’entrano niente. “1986 Grillo a Bogliasco (Ge) in Ferrari, 100 allora via Aurelia senza alcun rispetto codice civile. 30 anni dopo possiamo cambiare #iovotosi” ha twittato.

A parte l’ortografia (allora invece che all’ora), a parte qualche altro errore di diritto di base (codice civile anziché codice della strada), è il sillogismo che fatica a stare in piedi. D’altra parte poco dopo Serra ha ritwittato un’infografica dove si mettono in fila le sentenze in cui Grillo è stato condannato con la conclusione: “Zero giorni di galera. Va a dire in giro che tutti devono andare in galera”.

Nel primo tweet tuttavia Davide Serra non si riferisce all’omicidio colposo per il quale Grillo è stato condannato. Ma a un episodio che lui, Serra, ricorda spesso. In un altro tweet, il 24 settembre, il finanziere aveva per esempio già accennato a questa vicenda di “Grillo in Ferrari a Bogliasco”.

A cosa si riferisca Serra – che è genovese e che nel 1986 aveva 15 anni – non è chiaro. Di sicuro c’è una ricorrenza trentennale in questi giorni. E’ una battuta di Grillo a Fantastico 7 che – a prescindere dal giudizio sul M5s e dal Grillo politico – è entrata nella storia: “La cena in Cina… C’erano tutti i socialisti, con la delegazione, mangiavano… A un certo momento Martelli ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: ‘Ma senti un po’, qua ce n’è un miliardo e son tutti socialisti?’. E Craxi ha detto: ‘Sì, perché?’. ‘Ma allora – ribatte Martelli – se son tutti socialisti, a chi rubano?'”. Craxi all’epoca era presidente del Consiglio. E l’effetto fu che per qualche tempo Grillo fu allontanato dalla Rai.