Il 6 novembre è stato condannato a 5 anni e 4 mesi in primo grado nell’ambito dell’operazione antimafia “Verbero” con cui è stata smantellata la rete degli affari di droga e di appalti operati per conto di Cosa Nostra con l’arresto di 31 presunti boss e gregari della famiglia palermitana di Pagliarelli. Il 14 novembre è stato nominato scrutatore dalla commissione elettorale del comune di Monreale.

A.M., 36 anni, il prossimo 4 dicembre in occasione del referendum sulla riforma costituzionale potrebbe essere al seggio. In queste ore il sindaco Piero Capizzi, che dice di non conoscere la persona in questione e tanto meno la sua vicenda giudiziaria, ha chiesto al consigliere comunale Girolamo Vittorino (Partito Democratico) che in commissione ha indicato il none in questione, di contattarlo per chiedergli di dimettersi. A sollevare il caso sono stati i giovani redattori del quotidiano “Filo Diretto” che hanno monitorato i lavori per la nomina degli scrutatori.

“Ammessa la presunzione di non colpevolezza, se l’avessimo saputo, anche per ragione di opportunità, non avremmo mai nominato uno che ha una condanna. Detto questo l’elenco dei possibili scrutatori è di 3400 persone e questo soggetto risulta regolarmente iscritto perché non è stato sottoposto a misura restrittiva. Si tratta comunque di fatti di droga, non di associazione mafiosa, il capo d’imputazione che riguarda questa persona è l’articolo 73 DPR 309/90. A.M. ha diritto di voto, non c’è stata alcuna interdizione e non abbiamo avuto comunicazioni dalla Procura. Certo è che se il giudizio dovesse essere confermato in secondo grado o in Cassazione finirebbe in carcere. Per una ragione di opportunità ho detto al consigliere Vittorino di chiamarlo e chiedere le dimissioni”.

Una designazione, quella di A.M, che solleva altre polemiche sulla questione delle nomine degli scrutatori. A Monreale, come in altre città d’Italia, la scelta della commissione elettorale, presieduta dal primo cittadino Capizzi, e composta dai consiglieri comunali Girolamo Vittorino e Manuela Quadrante (PD) e Filippo Giurintano (Alternativa Civica), è stata quella di procedere alla nomina diretta degli scrutatori e di sorteggiare solo dieci persone tra quelle intervenute all’adunanza pubblica.

Le critiche sono arrivate per la scelta di persone vicine all’amministrazione comunale, ai partiti o con cognomi riconducibili a persone che lavorano nell’ente ma il caso di A.M. ha creato qualche imbarazzo. Lo stesso consigliere Vittorino ha dichiarato al quotidiano “Filo Diretto”: “Non possiamo conoscere la storia personale di tutti i soggetti che nominiamo, alcuni dei quali ci vengono segnalati, né possiamo pretendere di fargli la radiografia. Anche perché sono inseriti nell’elenco che ci viene fornito dall’ufficio elettorale, e quindi soggetto al controllo della Prefettura. Parliamo quindi di soggetti con diritto di essere nominati. Se avessi saputo della condanna probabilmente non lo avrei indicato ma solo per una questione di opportunità. La persona infatti gode di tutti i diritti politici, per la legge è innocente in quanto il giudizio è solo di primo grado e in appello potrebbe essere ribaltato”.