“Credo di aver chiarito la mia posizione mezz’ora dopo, esprimendo il mio rispetto per l’onorevole Bindi. E tuttavia, qui e lì, c’è chi continua l’opera di strumentalizzazione. E’ del tutto evidente che le mie parole, presentate così come sono state presentate, erano obiettivamente inaccettabili e obbligavano a chiedere scusa. Cosa che ho fatto e che faccio. Ho chiarito il contesto, credo di non avere più nulla da aggiungere”.

Dopo la bufera di attacchi da parte del Pd, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in una nota si scusa per le parole sulla presidente della commissione Antimafia. In un fuorionda a Matrix aveva detto di lei: “Infame, da ucciderla”. Il riferimento era alla lista degli impresentabili in cui il governatore Pd venne inserito alla vigilia delle elezioni 2015 perché ai tempi imputato nel processo legato alla vicenda Sea Park.

Sulla vicenda è intervenuto anche il premier Matteo Renzi, secondo cui “De Luca ha detto cose profondamente sbagliate ma non si può associare De Luca alla mafia. La frase su Bindi è indifendibile ma lui è campione della lotta alla mafia e alla camorra nel suo territorio”.