C’è un po’ l’imbarazzo della scelta. E la parola “imbarazzo” non si trova qui per caso. Perché negli ultimi tempi sempre più spesso capita di leggere nomi dell’indie, o di quello che un tempo veniva chiamato underground o alternative, finire in luoghi che sarebbero deputati a artisti mainstream. Un modo anche delicato per dire che sempre più spesso capita di leggere nomi di artisti che magari sulla carta uno sarebbe portato a stimare, perché hanno una storia importante alle spalle, fatta di sudore e dedizione, oltre che di talento e belle canzoni, finire in posti in cui, sulla carta, non augureresti di finire anche al peggiore dei tuoi nemici. Posti, per intendersi, in cui si produce, si ascolta o semplicemente si prova a testare, musica di merda.

Senza girarci troppo intorno, star qui a scegliere da che nome partire sarebbe davvero difficile, per cui partiamo da quello più noto, perché arrivato per primo sulla scena del crimine e perché tuttora lì, tra i nastri adesivi gialli della scientifica e gli spray fluo. Parlo di Manuel Agnelli, leader storico degli Afterhours e in qualche modo portavoce della scena underground del passaggio tra i due millenni, quella dei Tora! Tora!. Credo che anche i sassi sappiano che Manuel ha deciso di non scatarrare più sui giovani, a meno che non si intenda per giovani quelli che ancora ci credevano, nella buona musica e si sia deciso a fare il grande passo, andando a svolgere il ruolo di giudice a X Factor. Una cosa lecita, sia chiaro, ma che inficia quel che Manuel ha fatto negli ultimi trent’anni, specie quando lo si sente dire che Loomy lo commuove o che si trova lì, a fianco di Arisa e Alvaro Soler, per cercare il nuovo Lou Reed (che a occhio, ma solo perché siamo pessimisti, da quelle parti andrebbe solo per farsi saltare in aria con del tritolo, dopo essersi riempito di sacche contenenti liquami nauseabondi). Figuriamoci quando lo vediamo prestare il fianco alla tv, vestito da massone, nelle scenette iniziali del programma o dentro un videowall a fare Monna Lisa a beneficio di Luca Tomassini. Di questo si è a lungo parlato, e il vederlo lì non fa che confermare quanto di male si era pregiudizialmente pensato: anche solo un paio di mesi in quel contesto possono sputtanare quanto di buono fatto in una carriera lunghissima. Ma Manuel, evidentemente, ancora una volta non è stato il solo a fare certe scelte, semplicemente è stato il primo. Perché neanche il tempo di bestemmiare il Dio del rock che arriva la notizia che Boosta, anima elettronica dei Subsonica, è finito a fare il professore a Amici.

Mi rendo conto che questa frase contiene una serie di castronerie per cui, non stessimo parlando di Amici di Maria De Filippi, dovrei essere punito corporalmente, tipo come quando nel medioevo ti legavano un sacco di iuta intorno ai genitali, un sacco con dentro un gatto randagio, del tutto intenzionato a liberarsi, a ogni costo. Perché dire che Boosta è l’anima elettronica di qualsiasi cosa è di per sé un’offesa a chi elettronica la fa seriamente da una vita. Castroneria, questa, che fa però il paio con il fatto che a Amici di Maria De Filippi seriamente diranno che Boosta, insieme a gente del calibro di Rudi Zerbi o Fabrizio Moro, sta li a fare il professore. Ma filologia o non filologia, il dramma non è tanto l’uso spericolato della lingua italiana messo in atto dalla Fascino Srl, quanto il fatto che Boosta sputtani, a sua volta, una lunga carriera andando a mettersi al servizio di un programma che fin qui ha tirato fuori gente come la Amoroso, Emma o i Dear Jack. Spero almeno lo paghino benissimo. Del resto, a voler guardare al passato prossimo, l’uscita del suo ultimo album, il primo veramente solista della sua carriera, La stanza intelligente, anche buono per certi versi, in alcuni casi addirittura ottimo, lasciava intravedere l’abisso tanto caro a Nietzsche, perché vederlo ospitare gente come Briga (Briga, santo Iddio), Nek o Marco Mengoni, lo confessiamo, è roba da far sanguinare gli occhi e gli orecchi. Primo sintomo, quello, di una contaminazione che ora si è palesata in un male conclamato. Anche Boosta è passato al Lato Oscuro della Forza.

Notizia dell’ultima ora, o quantomeno rumor dell’ultima ora. Sembra che Amici di Maria De Filippi, nel mentre, oltre ad aver bistrattato la carriera di alcune icone del nostro pop del passato, da Loredana Bertè a Anna Oxa, dopo aver concesso a Morgan la possibilità di tornare incautamente sui propri passi riguardo ai talent, dopo aver colpito le carriere di gente come Elisa, Nek o Francesco Renga, e aver permesso che qualcuno pensasse che Emma una carriera poteva avercela davvero, ora si appresta, vogliono le voci di corridoio, a colpire anche la carriera di Giorgia, data per quasi certa sostituta di Elisa. La presenza del suo storico compagno Emmanuel Lo tra i professori di ballo sembra confermare questo rumor. Noi attendiamo trepidanti quando sarà il momento in cui Maria o chi per lei deciderà di costringere Cristiano Godano dei Marlene Kuntz o Giovanni Lindo Ferretti a prestarsi a una qualche pagliacciata sulla falsa riga dei loro colleghi. Come si dice in questi casi, la speranza è l’ultima a morire. Noi, quindi, moriremo prima e almeno questa ce la risparmieremo.