C’è anche un sacerdote fra i tre arresti nell’ambito di una operazione per il contrasto della prostituzione minorile condotta dalla squadra mobile di Vibo Valentia. In manette sono finiti, don Felice La Rosa, 35 anni, ex parroco di Zugri, rimosso dal suo incarico e trasferito a Mileto alla fine del 2015, un cittadino bulgaro, M.I., e un pensionato, F.A.P, di Briatico.

Le indagini a carico dei tre sono partite dalle investigazioni avviate da un omicidio, quello di Francesco Fiorillo, avvenuto nel dicembre scorso a Vibo Valentia. Nel corso di alcune intercettazioni telefoniche avviate nei confronti di persone ritenute vicine alla vittima sono emersi elementi di responsabilità a loro carico.

In riferimento alle registrazioni delle conversazioni, gli inquirenti, hanno parlato di “tratti sconcertanti, sia perché non lasciano dubbi sull’argomento trattato ma anche per il modo scurrile in cui ne discutono”. Dalle indagini condotte dalla squadra mobile, diretta da Tito Cicero, è emerso che il bulgaro reclutava minori stranieri bisognosi e li proponeva per prestazioni sessuali a pagamento. In questo caso il parroco e il pensionato avrebbero pagato circa 50 euro per la prestazione: 30 sarebbero andate al minore e 20 al bulgaro. Le indagini al momento hanno preso in esame quattro casi di offerte di prostituzione non tutti arrivati a conclusione ma proseguono per verificare se ci siano altri episodi.

L’inchiesta, denominata ‘Settimo cerchio’, eseguita con il coordinamento della Procura della Repubblica di Catanzaro, competente per il reato di prostituzione minorile, e nello specifico del Procuratore capo, Nicola Gratteri, del Procuratore aggiunto, Vincenzo Luberto e del sostituto Procuratore Debora Rizza, ha permesso di accertare che il cittadino bulgaro non esitava a coinvolgere negli incontri sessuali anche altri minori, allorquando gli si presentava l’occasione. I fatti si sarebbero svolti tra Vibo Valentia, Mileto e Briatico.

Il gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo calabrese, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei tre.