La discussione sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) è iniziata mercoledì 16 in Commissione Affari Sociali della Camera. A Montecitorio i deputati hanno cominciato ad esaminare lo schema di Decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm) varato dal governo che oltre a regolare le prestazioni sanitarie di base erogate ai cittadini aggiorna, dopo quindici anni, il Nomenclatore di protesi ed ausili e include il nuovo Piano nazionale per la prevenzione vaccinale.

Lo schema di decreto aveva visto l’accordo in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 7 settembre e potrà essere approvato definitivamente solo dopo il passaggio nelle competenti commissioni di Camera e Senato, chiamate ad esprimere un parere in merito. “Il Dpcm è stato incardinato oggi e al massimo entro 30 giorni, ovvero entro il 15 dicembre, siamo tenuti ad approvare il nostro parere”, spiega il presidente della Commissione Affari Sociali Mario Marazziti. “La Commissione Bilancio – aggiunge – dovrà esprimere i propri rilievi sulle coperture e le conseguenze di carattere finanziario entro il 25 novembre”.

“Svolgeremo un lavoro approfondito nella consapevolezza del rispetto delle aspettative dei cittadini e di tante persone con disabilità”, commenta Elena Carnevali (Pd) relatrice del provvedimento. Finanziato con 800 milioni di euro nella Legge di Stabilità 2016, il Dpcm era uno degli obiettivi del Patto della Salute 2014-2016. “Stabilisce – spiega la deputata democratica – l’esigibilità del diritto delle prestazioni sanitarie di assistenza ambulatoriale, ospedaliere e distrettuali, oltre agli ausili e alle protesi fondamentali per la vita di molte persone in condizione di disabilità o malattia”. Inoltre ridefinisce gli elenchi di malattie rare, croniche e invalidanti che danno diritto all’esenzione. “Siamo all’ultimo miglio”, conclude Carnevali, rispetto a un provvedimento che “alzerà l’asticella nella tutela della salute”.