Polemiche all’università di Genova sul doppio libretto per i transgender, introdotto da qualche mese nei vari atenei italiani. “Un’iniziativa surreale, ai confini della realtà”, ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria Matteo Rosso. “E’ solo una questione di civiltà”, ha replicato il rettore dell’università Paolo Comanducci, “se qualcuno non lo capisce, non so cosa farci”. L’iniziativa arriva dopo quelle analoghe promosse dagli atenei di Catania, Torino, Milano, Padova, Verona, Bologna, Bari, Napoli e Urbino. Anche Arcigay ha difeso il doppio libretto: “Questa polemica – ha detto Claudio Tosi, presidente Arcigay Genova – ci ricorda quanto sia utile il nostro lavoro quotidiano in aiuto a tante persone che affrontano il percorso di transizione”.

La comunicazione dell’attivazione del libretto per l’anno accademico in corso è stata diffusa dal ‘Comitato pari opportunità‘ dell’Ateneo ligure. “Anche presso l’Università degli studi di Genova – spiega la nota del Comitato -, gli studenti e le studentesse transgender potranno richiedere un nuovo badge o libretto elettronico riportante il nome corrispondente all’identità di genere a cui sentono di appartenere, come previsto dall’Azione 11 del PAP 2013-2016 (Piano Azioni Positive)”

Dura presa di posizione di Fratelli d’Italia. “Una scelta becera”, hanno commentato Rosso e Stefano Balleari. “C’è un’anagrafe italiana”, hanno detto in una nota, “in cui si viene registrati con proprio nome e cognome, se ci sono dei cambiamenti li farà prima l’anagrafe che l’Università. Scrivere nero su bianco che si propone questo per andare incontro ai transgender mi sembra che sia la forzatura di una situazione che dal punto di vista della giurisprudenza non è ancora normata”. Per i due esponenti di Fratelli d’Italia è “una follia che, peraltro, si scontra con le mozioni approvate dalla Regione Liguria in tema di contrasto alla diffusione delle teorie gender, di cui la sinistra nega l’esistenza, ma che evidentemente esistono eccome”.

Isabel Fanlo, presidente del Comitato composto da docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo ha detto che già una decina di persone hanno chiesto l’attivazione del doppio libretto: “Si tratta di una misura anti-discriminatoria assunta già da altri atenei. Già una decina di persone hanno chiesto l’ attivazione del doppio libretto e la misura è stata sostenuta da tutte le componenti elette del comitato, in primis gli studenti. Riteniamo che l’Università debba essere un luogo di promozione dei diritti universali delle persone senza discriminazioni”.