L’ex presidente dell’Uruguay Josè Pepe Mujica è in visita in Italia per presentare la sua biografia (Una pecora nera al potere, Lumi editore) e sta riempendo le sale lungo la penisola con centinaia di persone, moltissimi giovani, che vengono a sentirlo. Ospite a Bologna nell’auditorium di Unipol Banca, l’ex capo di stato di Montevideo, con un passato da guerrigliero contro la dittatura, ha parlato per oltre due ore. “La sobrietà significa spendere solo il necessario e viaggiare con una valigia leggera”, ha detto Mujica, diventato famoso nel mondo per andare in giro, anche durante il suo mandato presidenziale, con il suo vecchio maggiolino e per essersi tagliato lo stipendio. “Quando ero guerrigliero mi servivano molte cose che mettevo nello zaino. Ma allora lo zaino diventava pesante e non potevo camminare”, spiega Mujica, che durante i suoi cinque anni al governo ha legalizzato in Uruguay l’aborto, le droghe leggere e i matrimoni gay. Mujica ha poi parlato di elezioni americane quando i seggi sono ancora aperti: “Aiuto!”. Poi l’ex presidente, discendente di baschi e italiani arrivati oltre 100 anni fa in America Latina, parla di immigrazione: “Nessuno emigra perché gli piace, ma per necessità. Comunque ce la faranno ad arrivare in Italia, passeranno sempre, perché l’Africa è troppo vicina”. L’unico modo per fermare l’esodo? “Un piano Marshall per l’Africa”