Angelino Alfano in un intervento al Senato loda il lavoro dei Vigili del Fuoco durante il terremoto, ma il sindacato autonomo non gradisce e chiede meno retorica e più fatti. “I Vigili del Fuoco sono il fiore all’occhiello del soccorso pubblico italiano – ha detto il ministro dell’Interno nell’Aula di Palazzo Madama – e colgo l’occasione per ringraziarli per la tempestività, l’energia, la competenza e la forza che hanno impiegato in occasione del terremoto che ha colpito il centro Italia“. Alfano, intervenuto durante l’esame di alcune mozioni sulle forze di polizia, ha ribadito i suoi elogi con enfasi: “L’aver salvato oltre 200 persone in occasione del terremoto di agosto è una prova che non ha eguali in Europa o altre parti del mondo”. Ha poi sottolineato come non sia stato fatto “nessun taglio alle risorse destinate ai Vigili del Fuoco”. “Sono considerati allo stesso livello delle altre Forze dell’Ordine e di Polizia, noi non facciamo classifiche”, ha tenuto a specificare il ministro. “Anzi – ha aggiunto – in questo triennio abbiamo incrementato il personale del 10%”

Dichiarazioni che non sono piaciute ad Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, il sindacato autonomo dei Vigili del Fuoco: “I ringraziamenti per gli oltre 200 salvataggi dopo il sisma del 24 agosto appaiono come uno spiacevole esercizio di retorica, visto che nel disegno di legge di stabilità (la legge di bilancio, ndr) il governo non ha messo un solo centesimo destinato a recuperare il pesante e inaccettabile divario retributivo e pensionistico esistente rispetto agli altri Corpi dello Stato”. Riguardo alla parità di importanza tra Vigili del Fuoco e le altre Forze dell’Ordine declamata da Alfano, Brizzi ha commentato: “Dopo tante lodi e questa precisazione, siamo rimasti delusi dall’autorevole ministro del governo Renzi, che non si è sentito in dovere di fare almeno una dichiarazione di impegno sui temi del divario retributivo e pensionistico, segno che siamo ancora lontani dal dare ai Vigili del Fuoco il rispetto istituzionale che meritano”.

Alfano ha sottolineato anche le nuove assunzioni, ma “se da una parte è vero che dal 2013 vi è stata un’inversione di tendenza con 3 mila assunzioni straordinarie – ha concluso il sindacalista – è altrettanto vero che a oggi mancano ancora altri 3 mila uomini dei 32 mila previsti dalle tabelle dello stesso ministero. Carenze pesanti che si fanno sentire anche perché l’età media di chi è in servizio è di 48 anni“.