Quattordici membri sui 23 che fanno parte della delegazione tecnica inviata dal ministero dell’Ambiente a Marrakech per la conferenza Onu Cop22 sul clima sono dipendenti della Sogesid. Cioè la controllata del Tesoro attraverso la quale il dicastero guidato da Gian Luca Galletti aggira, di fatto, il blocco dell’assunzioni, utilizzando abitualmente i suoi tecnici ed esperti per attività di “supporto e assistenza tecnica” pagate fino a 700 euro al giorno. A rivelarlo è un’interrogazione a prima firma Massimo De Rosa, capogruppo M5S in commissione Ambiente alla Camera. La Corte dei Conti, intanto, sta conducendo un’indagine sullo “svolgimento di compiti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare da parte di Sogesid spa”.

Il summit sul cambiamento climatico ospitato dal Marocco, chiamato a tradurre in azioni concrete i contenuti dell’Accordo di Parigi, si è aperto lunedì 7 e continuerà fino al 18 novembre. L’Italia, stando all’interrogazione del Movimento, ha mandato a Marrakech per l’occasione solo nove funzionari del ministero, tra cui il direttore generale Francesco La Camera (capo delegazione) e la direttrice del servizio Affari comunitari e internazionali Francesca Fricano. Gli altri, 14 su 23 appunto, sono “negoziatori attualmente esterni al ministero o che gravitano intorno all’Amministrazione centrale attraverso rapporti di collaborazione esterna”, si legge nell’interrogazione che sarà presentata mercoledì.

L’interrogazione: “Porre fine all’eccessivo e anomalo uso di personale esterno” – Il documento ricorda che “secondo la Relazione annuale della Corte dei Conti al Parlamento, l’impiego di personale di Sogesid direttamente presso le strutture del Ministero può prestarsi ad essere utilizzato come mezzo elusivo dei vincoli all’assunzione di personale e delle limitazioni e delle condizioni per il conferimento di incarichi per prestazioni di servizi” e che gli stessi magistrati contabili hanno rilevato come “nei casi in cui vi sia una reiterazione temporale dell’oggetto dell’incarico (in questo caso anche dello stesso soggetto), viene dedotta la violazione dell’articolo 7, comma 6 del decreto legislativo n. 165 del 2001, nella parte in cui prescrive la temporaneità degli incarichi esterni”. Inoltre, “le consulenze fornite dalla Sogesid contano un numero di personale applicato all’interno del Ministero superiore a quello del personale di ruolo”.

L’interrogazione si conclude chiedendo al ministero “se e quali azioni intende attuare” per “porre fine all’eccessivo, anomalo e oneroso utilizzo di personale esterno per lo svolgimento di attività”, “valorizzare le risorse interne dello stesso e la contestuale riduzione del ricorso alle esternalizzazioni” e “scongiurare eventuali proroghe «sine die» per gli incarichi esterni e per evitare che la «straordinarietà» si traduca in un modus operandi sistematico”, “quali criteri sono stati adottati nella determinazione della lista dei delegati tecnici di competenza del Ministero” e “quali sono i motivi che hanno impedito di ricorrere a personale interno strutturato del Ministero per la determinazione della delegazione tecnica alla Cop22”. “Continua la mala gestione al limite dell’illegale del ministero dell’Ambiente”, commenta De Rosa con ilfattoquotidiano.it. “Ormai alla Sogesid vengono appaltati tutti i progetti relativi alle bonifiche dei Sin (siti di interesse nazionale ai fini delle bonifiche, ndr), uno dei fronti più importanti sia dal punto di vista ambientale che economico. E una delle urgenze del nostro Paese. Si sta svuotando il ministero e rimpolpando una società di fatto privata”.

L’indagine della Corte dei Conti e la richiesta di relazioni illustrative a tutti i direttori del ministero – La magistratura contabile, che in passato ha censurato più volte l’abitudine del ministero di ricorrere a costoso personale esterno per far fronte a problemi di organico, sta infatti conducendo dalla scorsa estate un’indagine sullo “svolgimento di compiti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare da parte di Sogesid spa”. Per questo ha chiesto al capo di gabinetto, al segretario generale e a tutti i direttori generali del dicastero di Galletti di “trasmettere relazioni illustrative concernenti l’attività (svolta sa Sogesid spa) strumentale all’esercizio delle competenze di ciascuna direzione, con l’indicazione in forma sintetica dei criteri di determinazione dei corrispettivi, dei procedimenti con cui vengono liquidati, degli esiti dei progetti e dei documenti tecnici redatti da Sogesid, in termini di concreta utilizzazione e di realizzazione delle opere e degli interventi”. Al direttore dell’ufficio centrale di bilancio è stata chiesta “una relazione sui titoli di spesa emessi per attività della Sogesid dal 2014 e più in generale sulla gestione dei relativi capitoli di spesa indicando se sono state rilevate irregolarità e trasmettendo, in caso affermativo, le osservazioni e i rilievi formulati”.