Iniziato quasi un anno e mezzo fa, nel giugno del 2015, il processo milanese a carico dell’ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini e di altre 13 persone per presunti finanziamenti illeciti, già passato per vari ‘stop and go’, dovrà in sostanza ripartire da zero con la riconvocazione dei testimoni dell’accusa già sentiti in aula. Uno dei giudici a latere, infatti, è stato trasferito ad altro incarico e le difese non hanno dato il consenso ad acquisire i verbali delle deposizioni già rese e, quindi, l’esame dei testi dovrà ricominciare da capo.

Intanto, si avvicina sempre più il rischio prescrizione per i reati contestati nel procedimento. Il presidente del collegio Guido Salvini, però, dopo la presa di posizione dei difensori, ha deciso di fissare un calendario fitto di udienze: quindici già programmate fino a fine dicembre (la prossima sarà giovedì). Al momento, erano stati già ascoltati circa 30 testimoni dell’accusa (si è salvata solo la fase delle questioni preliminari). Ad ogni modo, le nuove deposizioni potrebbero essere veloci perché ai testimoni le parti potranno anche chiedere semplicemente di confermare o meno quanto già detto in aula.

Dopo il trasferimento al Riesame del giudice Bruna Rizzardi, nel collegio della prima sezione penale è entrato il giudice Andrea Ghinetti, che prima era all’ufficio gip. Secondo il pm Roberto Pellicano, titolare dell’inchiesta che nel 2012 aveva portato il banchiere Ponzellini agli arresti domiciliari, all’interno di Bpm sarebbe stata creata all’epoca una “struttura parallela e deviata verso interessi personali” che avrebbe erogato prestiti per oltre 230 milioni di euro anche a “soggetti segnalati da ambienti politici o imprenditoriali”.