Continua il testa a testa tra le intenzioni di voto in vista del referendum costituzionale, ma tutti gli ultimi sondaggi certificano il vantaggio del No, anche se con un divario minimo. Una tendenza ormai in atto dalla fine dell’estate, quando il dibattito sulla riforma è entrato nel vivo. Se il distacco tra le due posizioni rimane sottile, considerando anche i margini di errore, gli istituti di ricerca comunque concordano nel sancire al momento la vittoria di chi vuole bocciare la legge Boschi. Anche Demopolis, che il 20 novembre aveva dato il Sì avanti con il 51%, è tornato ad allinearsi nell’ultima rilevazione, in cui il No risulta al 50,5% (e il Sì scende al 49.5 per cento). In attesa del 4 dicembre, gli storici dei sondaggi da settembre scorso non hanno quasi mai registrato la maggioranza del Sì tra chi ha già deciso cosa votare.

sondaggio-indexSecondo il più recente sondaggio Index, del 3 novembre 2016, il No si assesta al 51,8% contro il 48,2% del Sì. Un divario in linea con lo storico delle rilevazioni precedenti, dove dal 22 settembre il fronte dei contrari alla riforma costituzionale è sempre rimasto in vantaggio. Da quella data, la forbice ha continuato lentamente ad allargarsi, con qualche flessione, fino ai 3,6 punti percentuali di distacco registrati in quest’ultima rilevazione. Il divario è aumentato man mano che si riduceva il numero degli indecisi, ora attestatosi intorno al 19% secondo Index.

sondaggio-emgAl momento più certa la vittoria del No anche secondo la rilevazione di Winpoll: il 52,5% di chi ha già deciso cosa votare boccerà la riforma. Sono un po’ di più (52,7%) per il sondaggio pubblicato il 1 novembre da Tecnè, che quindi registra un calo del Sì fino al 47,1%. Del primo novembre anche la rilevazione Emg, che mette nel paniere pure gli indecisi e fotografa la seguente situazione a quasi un mese dal voto: No 37,6%, Sì 34,7%, indecisi 27,7%. Lo stesso sondaggio certifica un’astensione del 40,6%, mentre secondo i dati Winpoll è al 47%.

Il No è in vantaggio anche sul web: tra gli utenti che in rete parlano del referendum, il 63,7% esprime la volontà di bocciare la riforma costituzionale, mentre il 34% dichiara la propria preferenza per il Sì. Questi i risultati di un’analisi condotta da Blogmeter, società di social media intelligence, che ha preso in considerazione più di un milione e mezzo di messaggi da 373 mila utenti, nel periodo che va dal 24 settembre al 2 novembre. Proprio quello in cui la campagna referendaria è entrata nel vivo e i sondaggi hanno certificato il sorpasso del No. “Al momento emerge una minore efficacia della comunicazione sostenuta dai promotori del referendum, mentre è maggiore la mobilitazione online di coloro che sono contro la riforma costituzionale. Sarà interessante fotografare cosa cambierà nelle prossime settimane”, osserva Vincenzo Cosenza, responsabile della sede romana di Blogmeter.