Eccoci arrivati alla seconda puntata del Live Show di X Factor 10, in onda questa sera su SkyUno. Quasi non ce ne siamo accorti, perché quest’anno, a differenza di alcune scorse edizioni, la gara non sta esattamente tenendo l’Italia col fiato sospeso. Non sta neanche tenendo l’audience di X Factor con il fiato sospeso, a voler essere un po’ meno fantasiosi e un po’ più pragmatici. Perché sono entrati pesantemente in campo due aspetti che, giocoforza, stanno svuotando il programma dai suoi reali contenuti. Il primo aspetto è semplice. L’edizione 2016 di X Factor, come è stato ben evidenziato nei giorni scorsi, è la decima. A questa vanno affiancate le sedici edizioni di Amici di Maria De Filippi (comprensive di quando si chiamava Saranno Famosi), le quattro di The Voice of Italy, dall’anno prossima sostituita da un’altra creatura di casa Fremantle Media, Italian Idol, e poi tutte le varie alternative sul tema talent, da Italia’s Got Talent, appunto, a Generazione Trionfo e tutta quella roba lì.

Come dire, dopo tutti questi talent andati in onda in un lasso di tempo neanche troppo lungo è normale che il fondo del barile sia stato abbondantemente raschiato. Di talenti già se ne sono visti pochini, giusto quelli che si possono contare sulle dita di una mano, ma anche di non talenti se ne vedono pochi a piede libero. Da qualche tempo è infatti partita la gara al riciclo, con personaggi che passano da un talent all’altro in cerca di un’occasione, ma di talento, ripetiamo, se ne vede poco. Del resto, proprio la strada quasi obbligata della televisione ha rovinato palesemente un modus operandi, spingendo autori a farsi interpreti, omologando tutto verso una forma di karaoke molto poco artistico.

Ma non è questo l’aspetto saliente, a parere di chi scrive. Perché a ben vedere se un difetto il talent che ha Fedez, Manuel Agnelli, Arisa e il tizio spagonolo che strabuzza gli occhi ogni due per tre, ce l’ha, è di essere tutta estetica e poca sostanza. Una sorta di The Young Pope del Live Show. Sky è figa, lo sappiamo. Il problema è che lo sanno anche loro, e X Factor sembra volercelo ripetere ogni minuto. Noi siamo belli, noi siamo bravi, noi possiamo fare quel che ci pare, anche mandare in onda un Live Show in cui lo Show è appunto basato sul nulla, sul fatto che noi stiamo mandando in onda un Live Show. Per cui splendida location, splendida scenografia, grandi balletti, un presentatore impeccabile, giudici azzeccati, più o meno, grandi ospiti nazionali e internazionali, ma basta, niente contenuto.

Fuochi d’artificio, in sostanza, tanto fumo cui non segue mai l’arrosto. E a vedere i nomi dei concorrenti in gara, quest’anno più che mai, ma già l’anno scorso gridava vendetta (qualcuno si ricorda di tale Gio Sada?) la faccenda è davvero evidente nel suo essere imbarazzante. La parte meno interessante di questo programma, provare per credere, è l’audio. Si potrebbe serenamente accendere la radio (anche perché con ogni probabilità sentiremmo musica altrettanto brutta) e guardare le immagini che passano su Sky, senza notare una particolare differenza. Estetica, solo estetica. Come Monica Bellucci o Gabriel Garko da giovani, li guardavi e rimanevi colpito dalla oggettiva bellezza, poi aprivano bocca e ti passava la poesia. Comunque l’appuntamento è per stasera, e poi domani, di nuovo qui con le pagelle doppie, padre e figlia. Unica certezza, non è da qui che uscirà una popstar.