di Flaminio de Castelmur per SpazioEconomia.net

Nonostante una maggiore diffusione delle informazioni e della cultura finanziaria, la complessità dei prodotti e servizi presenti sul mercato resta tale da non consentire all’investitore di avere sempre piena e completa conoscenza dei rischi e delle opportunità ad essi collegati. Negli anni ha pertanto assunto grande rilevanza la figura degli assistenti all’investitore, esperti di tecnica e finanza, che aiutano a districarsi in un campo in continua evoluzione di prodotti e regole. Le figure tipizzate di assistenza all’investimento sono il promotore finanziario ed il consulente finanziario indipendente. Analizziamo le loro figure alla luce anche delle norme che ne presiedono l’attività.

Il promotore finanziario è un agente di vendita monomandatario di una banca, di una Sim o di una Sgr. E’, quindi, un soggetto abilitato alla raccolta del denaro (investimenti) per loro conto e al collocamento di tali prodotti di investimento al di fuori della sede della società mandante.

Non presta direttamente il servizio stesso, ma solo attraverso la società mandante per la quale deve vendere prodotti finanziari e dalla quale è, inoltre, pagato con provvigioni in base al fatturato.
Per diventare promotori finanziari è necessario possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di maturità e superare un esame regionale per l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo dei Promotori Finanziari, tenuto dalla Consob previa verifica dei requisiti di onorabilità. Per operare, il promotore finanziario ha bisogno di avere un mandato da parte della società mandante ovvero di una banca. Per legge non può avere rapporti commerciali con più società mandanti. In forza di questo mandato, il promotore propone gli strumenti che la sua mandante (la banca) gli consente di vendere (fondi comuni, polizze assicurative, gestioni patrimoniali). A fronte della vendita eseguita, su cui tu paghi delle commissioni anche se non vedi l’addebito direttamente, il promotore viene remunerato.

L’ Art. 23 c.2 prevede inoltre che gli Stati membri prescrivano che le imprese di investimento con agenti collegati mantengano la responsabilità piena e incondizionata per qualunque azione o omissione compiuta da detti agenti quando operano per conto di tali imprese. Gli Stati membri prescrivono alle imprese di investimento di garantire che gli agenti collegati comunichino immediatamente a qualsiasi cliente o potenziale cliente in che veste operano e quale impresa rappresentano.

Dall’altro lato, il consulente finanziario indipendente, così come previsto dalla MiFid, è un soggetto che può prestare il servizio di consulenza in materia di erogazione e di investimenti. Il servizio di consulenza in materia di investimenti consiste nella prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa dell’impresa di investimento riguardo una o più operazioni relative a strumenti finanziari (art. 1, Tuf).

L’attuale impianto normativo, precisa che per consulenza in materia di investimenti si intende “la prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo a una o più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario”. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente.

Il consulente finanziario è un libero professionista che si fa pagare per fornire consigli su come investire. In genere viene retribuito in base al costo dei prodotti finanziari suggeriti e/o sui guadagni del portafoglio costruito tramite parcella.

Per diventare consulente finanziario non è necessario superare un esame, ma solo avere il diploma e inviare una raccomandata alla Banca d’Italia compilando il modulo relativo. Fatto ciò, a ogni consulente viene assegnato un numero di iscrizione al ruolo e quindi all’Albo dei Consulenti Finanziari. Tale iscrizione dà l’obbligo, innanzitutto, di non avere rapporti di tipo strutturale e/o economico con banche, Sim, etc. Il consulente quindi è libero di suggerire un investimento immobiliare, l’acquisto di un lingotto, l’acquisto di un terreno agricolo oppure semplicemente di rimanere liquidi perché il momento non è propizio e questo perché il suo business è la consulenza mettendo il cliente al centro, e non la costellazione di tutti gli strumenti finanziari.

Nei paesi anglosassoni il consulente finanziario indipendente (fee-only financial advisor) è una figura ormai affermata da tempo, mentre nei paesi dell’Europa continentale è ancora una figura professionale abbastanza sconosciuta dai risparmiatori. Questo è ancora più vero in una realtà come quella italiana dove, l’ignoranza in materia finanziaria regna sovrana presso il pubblico dei risparmiatori; e a rendere il quadro ancora più confuso vi è il fatto che spesso il termine consulente finanziario viene utilizzato anche da coloro che in realtà consulenti non sono, ma che preferiscono – probabilmente per ragioni di marketing – l’utilizzo di questo termine anziché quello di promotore finanziario o di “impiegato”, per quanto riguarda gli operatori presso gli sportelli bancari.