Perché il 4 dicembre votare sì al referendum costituzionale? “Perché sì” è la risposta che in molti ci danno in Piazza del Popolo, durante la manifestazione ‘Basta un sì’.
“Voglio crederci, voglio dare fiducia a Renzi anche se mi sta un po’ antipatico”; “Sì perché credo nelle cose che questo governo sta facendo”; “Sì perché bisogna cambiare”; “Sì perché per vent’anni ci hanno preso per il culo”; “Leggendo il testo del quesito mi sono convinto a votare sì”; “Voto sì perché serve stabilità, questa riforma non è perfetta, ma è un passo in avanti”. Queste le voci dei militanti dem e dei sostenitori del sì.

Con la piazza che via via, si va popolando, proviamo ad entrare più nello specifico dei punti della riforma costituzionale: “Perché sì ad un Senato non eletto direttamente dai cittadini, fatto di consiglieri regionali e sindaci che godranno dell’immunità parlamentare? “Perché io mi fido della squadra del partito Democratico e di Renzi soprattutto, io sono un normale cittadino e non posso entrare in questi dettagli specifici” afferma un ragazzo; “Per rendere più snello il processo di formazioni delle leggi” azzardo un altro.

Altro punto: il bicameralismo che rimane per le leggi costituzionale, come per la ratifica dei trattati internazionali e le leggi elettorali, inoltre tutte le leggi, con la richiesta di un terzo dei senatori, potrà essere discussa anche a Palazzo Madama, ma un signore, invece è sicuro: “non è vero, il bicameralismo non rimane, qui – mostrandoci il volantino del Pd – non c’è scritto da nessuna parte”.

Altri sono convinti a votare sì per il nuovo ‘Titolo V‘, che regola i rapporti tra lo Stato e le regioni, ma quando si fa notare che alcune regioni – quelle a statuto speciale – godranno di poteri diversi dalle altre, si minimizza: “Sarà una cosa marginale perché sono poche”. Un altro ragazzo vota sì perché c’è un risparmio economico notevole di circa 80 milioni di euro all’anno (il ministro Boschi ed il presidente del Consiglio Renzi parlano di 500 milioni; mentre dal fronte del No si indica la cifra di circa 58 milioni di euro, ndr). “Il punto della riforma che mi convince di più? Cambiare” è la risposta che più d’uno da in Piazza del Popolo e tutti all’unisono concordano: “Se vince il No Renzi non si deve dimettere”.