Un regalo per il bambino che è in noi, ma anche per i bambini veri e per tutti coloro che amano i cartoni Disney e le indimenticabili colonne sonore di evergreen come Cenerentola, Gli Aristogatti, Lilli e il vagabondo, Il libro della giungla e molti altri ancora: Jazz loves Disney, l’album distribuito in Italia dall’etichetta Verve, che vede, fra gli altri, artisti del calibro di Jamie Callum e Gregory Porter impegnati nella rilettura di brani famosissimi e meno noti, ma tutti indissolubilmente legati ai cartoni.

cover_675Si comincia e si finisce con due canzoni diventate a tutti gli effetti standard jazz: Everybody wants to be a cat da Gli Aristogatti (Tutti quanti voglion fare il jazz, nella versione italiana) cantata da Jamie Callum, e Someday my prince will come, da Biancaneve, già ripresa da Bill Evans e Miles Davis e qui cantata, in francese, dalla canadese Nikki Yanofsky.

Ma tutto l’album è godibilissimo: la voce calda di Gregory Porter rievoca When you wish upon a star, pezzo forte di un peraltro debolissimo Pinocchio disneyano (la cantava il grillo parlante), mentre è solo orchestrale (Rob Mounsey Orchestra) la versione di A dream is a wish your heart makes (I sogni son desideri) da Cenerentola.

“Disney è l’infanzia di tutti, ma anche la nostra età adulta: crescendo, ci si rende conto di quanto la musica dei suoi cartoni ci abbia influenzato” dice China, figlia d’arte (sua mamma è Dee Dee Bridgewater) che ha nel cuore la dolce Sirenetta ma qui si trasforma nella super sexy Jessica Rabbit in Why don’t you do right: “La canzone di una donna che dice la verità a un uomo”. Gli artisti chiamati a calarsi nei diversi personaggi Disney si sono palesemente divertiti, e perfino un po’ commossi, in questo ritorno all’infanzia: “Ci sono un sacco i film Disney che amavo da bambino e che ancora sono nel mio cuore, ma Il libro della giungla è senz’altro il mio preferito – dice per esempio Raphael Gualazzi, l’unico italiano della compilation e interprete di due delle dodici tracce – Sono quindi onorato di condividere con Melody Gardot, una delle voci più importanti delle ultime generazioni, Bare necessity, l’inno dell’orso Balù”. Il Libro della giungla è il cartone preferito anche da Gregory Porter perché “c’è un sacco di jazz, blues e soul!”. Ci bastan pochi spiccioli, lo stretto indispensabile…, oh yeah!