La partita tra Valencia e Barcellona è appena terminata. Al Mestalla la squadra di Luis Enrique è riuscita nei minuti di recupero a vincere grazie a un gol su rigore di Lionel Messi. L’argentino a fine partita festeggia in modo provocatorio con i compagni davanti alla Graderia Nord. Dagli spalti volano oggetti: portachiavi, accendini e bottigliette d’acqua. Una di queste colpisce Neymar che si accascia a terra portandosi le mani sul volto. Altri giocatori del Barcellona vengono sfiorati e cadono accanto a Neymar. A molti spettatori sembra una “simulazione di gruppo”.

Javier Tebas, presidente della Federcalcio spagnola, a fine partita condanna l’atteggiamento degli uomini di Luis Enrique: “Bisogna procedere con ordine. Il fatto più serio è l’incidente della bottiglietta e rimane certamente l’episodio più grave. Ma il comportamento di alcuni giocatori non mi è piaciuto. Sembrava una partita di bowling, forse hanno sentito l’acqua. Presuppongo che ci fosse buona fede, però tutti abbiamo visto quelle immagini. Dobbiamo pensare anche all’aspetto educativo, ci sono milioni di bambini che ci guardano. Se i miei figli mi vedessero fingere, io proverei vergogna. Bisogna evitare comportamenti del genere, anche se siamo nei momenti caldi di una partita”. Dichiarazioni forti che subito vengono riprese dai maggiori quotidiani sportivi catalani che pensano al complotto. Il giornale Sport parla addirittura di “guerra” contro la squadra di Luis Enrique.

Le parole del massimo dirigente delle Federazione spagnola fanno infuriare il Barcellona. Il presidente Josep Maria Bartomeu replica: “I nostri giocatori hanno tutto il diritto di festeggiare con entusiasmo un gol segnato all’ultimo minuto”. Al coro di proteste si unisce anche Jordi Mestre, vicepresidente del club: “Tebas deve pensare a vigilare che non avvengano episodi di violenza dentro lo stadio e non ad attaccare i nostri giocatori, perché sono loro che offrono lo spettacolo che permette di vendere i diritti televisivi in Cina, negli Stati Uniti e negli altri Paesi stranieri. Pensi più che altro a tutelare i giocatori”. Il club decide di diramare un comunicato ufficiale in cui chiede l’intervento di Miguel Cardenal, segretario di Stato per lo Sport e presidente del Consiglio superiore dello sport. Il Barcellona inoltre è pronto a denunciare Tebas e il consiglio disciplinare spagnolo per le dichiarazioni.

Sulla questione interviene anche Luis Enrique che nella conferenza stampa prima della partita contro il Granada precisa: “Non ho intenzione di parlare più del Mestalla. Al Barça abbiamo dei valori che cerchiamo di trasmettere. Gettare benzina sul fuoco non interessa a nessuno. Giochiamo a calcio, non a calci o per far male ai giocatori. Questi sono i valori che cerchiamo di trasmettere. Il tecnico poi ha difeso i suoi giocatori: “Mi sono già pronunciato, posso solo dire che l’atteggiamento dei miei giocatori è il premio che ottengono ogni anno per il fair play. Anno dopo anno siamo la squadra con il minor numero di cartellini e gesti antisportivi”.