Copertina di Maurizio Crozza, che apre la nuova puntata di Dimartedì (La7), riproponendo le dichiarazioni pronunciate da Renzi nel 2012 e calandosi nelle vesti del presidente del Consiglio: “Taglio degli stipendi dei parlamentari? Quei bastardi del M5S mi hanno rubato l’idea. Guardi che il Pd è un partito di siiin… di di Sinisa Mihajlovich, di si…sinistrati, di si… Sì al referendum. Il Pd è di sinistra? Io quella cosa brutta che si occupa dei poveri non riesco proprio a dirla. Mi sono anche vaccinato, sa? Ho fatto l’anti-influenzale, l’anti-tetanica, l’anti-bersanica. L’ha detto anche Mattarella ‘Dovete vaccinarvi contro la Sinistra’”. E aggiunge: “Abbiamo insabbiato la proposta del M5S, perché altrimenti sarebbe stata una vittoria politica del M5S. Il bene del Paese non è la priorità del Paese. Se pensa che io ho stanziato 600 milioni in Campania e 90 milioni per il Molise, perché sono due regioni che sono per il NO al referendum. Io non so manco dov’è, il Molise. L’ho dovuto chiedere a Delrio. Si sta documentando“. Crozza torna nei suoi panni e commenta l’odierno rinvio al voto della proposta del M5S sul taglio degli stipendi dei parlamentari: “Come fa un deputato a votare per ridursi lo stipendio? E’ come chiedere a Rocco Siffredi di tagliarsi il cazzo. Sono cose innaturali. E’ come vedere Travaglio applaudire la Boschi alla Leopolda. Piuttosto si taglia il cazzo pure lui. Eppure io sul voto di oggi alla Camera un po’ ci speravo. Pensa che bello se i parlamentari dicessero: ‘Io voglio un decimo dello stipendio’. Oppure: ‘Io voglio i voucher’. O ancora: ‘Io mi spoglio come San Francesco'”. E chiosa: “Nemmeno questa volta ci hanno stupito. Peccato. Anche il cardinale Bagnasco ha detto che sarebbe stato un buon segnale che i parlamentari si tagliassero lo stipendio. Certo, anche pagare l’Imu sui beni della Chiesa sarebbe stato un buon segnale. Ma si vede che Bagnasco preferisce dare un buon segnale alla volta”