In primavera aveva incassato il via libera del Consiglio di Stato. Ora però è la Banca centrale europea di Mario Draghi a mettere i bastoni tra le ruote a Silvio Berlusconi, intenzionato a rientrare in possesso di una “partecipazione qualificata” in Banca Mediolanum nonostante la perdita dei requisiti di onorabilità in seguito alla condanna per frode fiscale nel processo sui diritti tv Mediaset. L’Eurotower, a seguito del procedimento amministrativo istruito due anni fa dalla Banca d’Italia, si è opposta a quella che definisce “l’acquisizione” da parte della holding dell’ex premier del 30% della rete di bancassicurazione che ha mutato veste giuridica in seguito alla fusione tra Mediolanum e Banca Mediolanum rendendo necessari i requisiti di onorabilità richiesti per i soci delle banche, ma persi da Berlusconi nel 2013.

Via Nazionale aveva quindi chiesto l’alienazione della partecipazione eccedente i livelli permessi, ma Fininvest aveva fatto ricorso prima al Tar dove aveva perso e poi al Consiglio di Stato dove aveva vinto. Quindi è arrivato il veto della vigilanza europea. “Fininvest, riservandosi ogni ulteriore commento una volta effettuati gli opportuni approfondimenti, contesta in radice il fondamento giuridico di questa decisione, nonché la legittimità degli atti del procedimento che ad una tale decisione hanno condotto”, fa sapere la holding alla luce della presa di posizione di Francoforte. “Convinta della validità delle proprie ragioni, che hanno già trovato pieno riconoscimento da parte del Consiglio di Stato, la società tutelerà con la massima energia e determinazione i propri diritti ed interessi, agendo in tutte le sedi previste dalla normativa sia a livello nazionale che europeo”, conclude Fininvest.