In attesa della sentenza per il caso Maugeri prevista per il 22 dicembre Roberto Formigoni si è visto confermare in secondo grado la sanzione penale di 900 euro e ridurre la cifra che sarà costretto a versare, come risarcimento, ad alcuni esponenti del partito Radicale e al partito stesso per la vicenda delle presunte firme false per le elezioni regionali lombarde del 2010. Il verdetto è stato emesso dalla V corte d’Appello di Milano che, pur ritenendo colpevole l’ex Governatore della Lombardia, gli ha fatto uno sconto di 35mila euro: dovrà staccare un assegno di 20mila euro ciascuno a Marco Cappato e Lorenzo Lipparini e di 35mila euro alla Lista Marco Pannella. In primo grado la condanna era stata di 110mila euro.  “La difesa del buon nome e dell’onore della storia di Marco Pannella e del Radicali milanesi e lombardi è l’unico atto non punito della truffa elettorale di Formigoni. Se le elezioni fossero state annullate per tempo – si legge in una nota a firma di Marco Cappato – e non quando oramai Formigoni si era già trasferito al Senato, la giustizia italiana avrebbe potuto difendere anche il diritto dei cittadini lombardi ad elezioni legali“.

“Speriamo – ha concluso Cappato – che Formigoni non ci costringa anche in questo caso a ricorrere ai pignoramenti e, una buona volta, chieda scusa non tanto ai radicali che non ne hanno bisogno ma a tutti i cittadini”. Secondo l’imputazione l’attuale senatore di Ncd e allora numero uno della Lombardia, con alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa nel marzo del 2010 aveva diffamato il partito fondato da Marco Pannella accusandolo di “avere ordito una macchinazione” contro di lui, incolpando i suoi esponenti di avere manipolato le firme poste a sostegno della sua lista per ”escludere il centrodestra” dalle regionali. Il legale dei Radicali, l’avvocato Giuseppe Rossodivita, ha spiegato che la sentenza di oggi è esecutiva e quindi Formigoni è costretto a pagare i risarcimenti altrimenti “provvederemo a far pignorare l’emolumento da parlamentare“, come è già accaduto per la provvisionale di 45mila euro disposta dal Tribunale alla fine del gennaio dell’anno scorso in un secondo processo dove l’ex presidente della Regione è stato condannato sempre per diffamazione ma questa volta per alcune dichiarazioni rilasciate nel luglio del 2012.