Caro Prof, studio medicina e non seguo più la politica come negli anni del liceo. Mi mancano i dibattiti in classe. Sul referendum costituzionale non ho le idee chiare, lei – immagino – voterà No, può dirmi perché noi giovani dovremmo votare contro il cambiamento, contro la riforma? Un promemoria, di quelli che… “è impossibile non capire”, come dicevamo chiudendo le conversazioni a scuola. Con affetto.
Giorgio

Caro Giorgio, grazie per i ricordi e l’affetto. La materia è complessa ed è davvero difficile riportare sulla pagina – con la chiarezza che giustamente esigi – le ragioni che mi spingono a votare No. Ci provo. Fondamentale – lo ricorderai? – è capire da che parte stia la libertà. Lo dicevamo in classe, occorre schierarsi per la libertà, sempre, in tutte le forme in cui si manifesti/appaia/venga espressa. Mi sembra di poter dire che abolire l’elezione dei senatori sia la soppressione di un diritto: gli articoli 55 e 57 che parlano di senato non elettivo e tolgono ai cittadini la libertà di scegliere i rappresentanti sono un’aberrazione: le regioni italiane non sono i Land tedeschi.

Ma non si tratta solo di questo. E’ il concetto di sovranità popolare che viene messo in crisi dall’impianto generale della riforma. Ti invito a riflettere sull’articolo 71: frena, crea difficoltà, aumenta il numero delle firme necessarie per le leggi d’iniziativa popolare; per la Costituzione più bella del mondo – quella in vigore, conquistata dai Partigiani – bastano cinquantamila firme, Renzi ha stabilito che dovranno essere il triplo (centocinquantamila), pena la sconfitta dell’iniziativa referendaria: aumenta o diminuisce la sovranità popolare? Parlane con i tuoi amici, sono in gioco idee importanti. Riguardano la vita di tutti noi.

La verità è che la riforma della Costituzione ha il fine – non dichiarato, certo – di rafforzare l’esecutivo. Non penso solo al citatissimo combinato disposto con l’Italicum, immagino tu sappia, non mi dilungo. Penso all’articolo 72 che prevede una corsia preferenziale per i ddl più importanti del governo (“Il governo può chiedere alla Camera… che un disegno di legge sia iscritto con priorità all’ordine del giorno…”), significa – se ci pensi – che il governo controllerà/determinerà l’agenda del Parlamento. Non va bene.

Dunque: riduzione dei diritti e della libertà di scelta; riduzione della sovranità popolare; aumento di potere dell’esecutivo: è questa la verità della riforma Renzi. Mi chiedi perché votare No. Quanto detto basterebbe, ma c’è dell’altro.

Non dico dell’incomprensibilità dell’articolo 70. Non voglio farne una questione di forma. Parlo della sostanza: il Senato potrà votare un’infinità di leggi complicando il bicameralismo che si dice di voler abrogare; insomma, caro Giorgio, aumenta la litigiosità costituzionale: lo stesso articolo 70 prevede una misura per risolvere le questioni di competenza, i nuovi “costituzionalisti” hanno avuto il sospetto – in un momento di lucidità – che l’articolo non semplifichi affatto le procedure.

Infine. Quante volte abbiamo parlato al liceo degli amministratori locali. Bene, gran parte di loro – corrotti, collusi, inquisiti – eviteranno l’arresto (capisci?) grazie all’immunità parlamentare concessa a sindaci e consiglieri regionali nominati senatori. Ti sembra giusto? I più impresentabili faranno di tutto per diventare senatori.

Potrei continuare, ma problemi essenziali sono già emersi. Hai materia per riflettere. Dovete promuovere in ogni sede, con i tuoi amici, dibattiti sulla riforma. Dietro l’idea di cambiamento si nasconde l’inganno. Ricordi i sofisti? Facevano apparire vero il falso. Vendevano parole. Oggi chiamerebbero “Buona scuola”, un’istituzione che cade a pezzi; flessibilità, il diritto di licenziare; governabilità, l’elemosina di qualche bonus. Sulla riforma della Costituzione tuttavia è in atto l’inganno più grande: “Siete contro il cambiamento – dicono – per la conservazione e l’immobilità”. Quante volte ti ho detto che prima di cambiare direzione bisogna sapere dove si va? Ricordalo ai tuoi amici. Non ogni cambiamento va verso il meglio. I Padri Costituenti uscivano da una guerra e pensavano davvero al bene comune. Oggi, solo interessi particolari: “Questa riforma attua le indicazioni della più importante banca d’affari americana, la JP Morgan” (MicroMega). La politica al servizio dell’economia. Storia vecchia, dirai. Vero. Ma oggi si combina con nuove vergogne da smascherare. Una soprattutto – l’inganno supremo – la promessa di cambiare l’Italicum: “Un progetto di riforma sarà sottoposto alla direzione del Pd” e portato “in Parlamento con l’impegno del Premier per l’attuazione della nuova legge”.

Capisci, Giorgio, dovremmo credere (ancora) all’impegno del Premier. Non dimenticare Burke: “Quanto più grande il potere, tanto più grande l’abuso”. Fidarsi di Renzi? No, grazie, abbiamo avuto infinite prove di quanto sia maestro dell’inganno.

Un caro saluto.