C’è qualcosa di ironico, paradossale e un filo complottista in quello che scriverò.

Per comodità smonto il titolo in singoli blocchi.

Può un frigorifero essere una minaccia alle elezioni americane, e perché no in particolare (stando alla peana ufficiale dei media americani) una minaccia per la candidata Hillary Clinton? Sì.

Non sto dicendo che tra poche settimane il vostro frigorifero si ribellerà a voi, uscirà di casa e andrà ad attaccare il candidato presidenziale.

Quello che dico è che se il vostro frigorifero (o il vostro microonde, macchinetta da caffè, tostapane, telecamera di sicurezza) sono di ultima generazione (quindi strumenti domotici con vari livelli di interazione tra loro e la rete), potrebbero divenire, a vostra insaputa, strumento di devastazione di massa in un attacco DDos (come quello appena successo) contro uno o più reti informatiche. Il frigorifero sarà uno zombie, non perché morto e poi risorto, ma perché agirà in modo eterodiretto un po’ come gli zombie della tradizione Vodoo Haitiana .

Perché il frigorifero Zombie dovrebbe pure essere comunista?

Sotto elezioni ogni candidato politico che si rispetti deve trovare un nemico esterno per terrorizzare (in senso buono, cioè in senso “votate per me che fuori c’è l’uomo nero” alias nemico molto cattivo) e quindi raccogliere intorno a sé la massa (e relativi voti). In un momento in cui l’establishment americano (Dem e Rep) si trova a dover affrontare un nemico interno (una specie di maniaco, maschilista, evasore di tasse, filo comunista, guerra fondaio, folle il cui scalpo peloso ha una vita propria, stando ai media Usa) di nome Trump, è necessario evocare un antico nemico. Uno di quelli che fan veramente paura. I semplici terroristi, quelli delle torri gemelle, o quelli dell’Isis che si rubano le Humvee della Michelona Obama, non bastano. Ci vuole l’antico nemico, quello che intere generazioni di americani alla John Wayne si sono preparate a combattere: i comunisti russi (quelli cubani non fan paura!).

C’è un problema storico. I comunisti si sono estinti.

Non ci son più i comunisti di un tempo ma Putin si potrebbe verniciarlo di rosso.

A mio avviso Putin sta al comunismo come la scusa delle “armi di distruzione di massa” sta all’invasione Usa dell’Iraq.

Putin è un nazionalista. Probabilmente la carica di Zar la indosserebbe volentieri, ma di comunista Putin non ha nulla. E’ un ex KGB addestrato a difendere la madre patria.

Perché c’è da ricordare che i russi, son dei romanticoni: la madre patria, e la sua difesa, è una cosa che hanno innestato nel loro Dna dai tempi dell’invasione dei Mongoli.

Serve un comunista cattivo come i cattivi di James Bond per creare un nemico da cui tutti gli americani impauriti scapperanno (andando a votare mamma Clinton).

La minaccia delle armi atomiche non tira molto nell’epoca in cui il cellulare ti fuma da solo in aereo (Samsung qualcuno ricorda?). Un bell’attacco cibernetico, a colpi di lavatrici sanguinarie, frigozombi e telecamere comuniste è più adatto per scatenare il panico.

Ultimo tocco di classe di questa storia vera, e suo eventuale futura escalation (l’attacco Ddos che ha appena avuto luogo è un fatto)? Serve un nemico interno. Qualcuno che pur nato nella democrazia abbia deciso di rinnegarla. Non parlo di Snowden (che comunque è andato a trovar rifugio da Putin, quindi Snowden è praticamente un comunista rinato), parlo del gran Negus delle gole profonde: il signor Wikileaks.

Facciamo il punto.

Secondo i media americani (credo un pochino pro-Clinton): Putin è il gran maestro dei cattivi (=comunisti?). Trump è il pupazzo di Putin che gli ordina cosa dire e fare (incluse le battutacce femministe e le teorie economiche di Re-shoring delle multinazionali americane all’estero, suppongo!). Putin è cosi cattivo che ha chiesto a Wikileaks di diffondere mail che incriminano Hilary Clinton, rivelando quanto lei sia succube (solo nella finzione di Putin e Wikileaks, ovvio!) delle realtà finanziarie di Wall Street e dei finanziatori sauditi della fondazione Clinton (Saudi e Qatar accusati di essere sponsor del terrorismo).

Putin, dato che è cattivo, ha ordinato un attacco cibernetico (attacco che, tuttavia, i supporter di Wikileaks hanno dichiarato esser stato effettuato da loro, in difesa di Assange) contro siti web di maggior interesse per la popolazione americana (che si suppone, mossa da terrore, voterà in massa il candidato democratico!). Dimenticato nulla? No.

Chi scommette sull’October surprise?

@enricoverga