Se un gatto nero mi attraversa la strada rido e come se nulla fosse continuo il mio percorso. Ho letto Voltaire, non posso farmi spaventare. Ho letto anche I pensieri sulla cometa di Bayle. Ho comprato Stelle su misura di Adorno, è in libreria, devo ancora leggerlo.

Se qualcuno mi chiede il segno zodiacale posso dire anche l’ascendente: sono ariete, ascendente capricorno. Sono cornuto, insomma. L’astrologia coincide con le mie istanze libidiche di cuckold. Ho dato anche due esami di Filosofia della scienza con Giorello, e non posso certo dire di avere una mente superstiziosa.

L’unica forma di superstizione che ho è quella dei citofoni. Non si può vivere di sola razionalità, la geometria è il più bel mestiere del mondo, ma è pur sempre un mestiere, scriveva Pascal. Quindi a volte di notte mi fermo a leggere i cognomi sui citofoni e cerco ispirazione. Per esempio, una notte di alcuni anni fa ero in crisi riguardo a una donna, non sapevo come comportarmi, e lessi questo cognome su un citofono di Milano : PASSERA. Decisi di avere un rapporto sessuale. Fu molto bello e gratificante, devo ringraziare i signori Passera. Ma il mio lato superstizioso si ferma ai citofoni. Sono “citofonizioso”, non di più.

Ora vi presento Lina. Lina è la nostra collaboratrice domestica del mare, aiuta mia madre a fare pulizie due volte alla settimana. Arriva sempre con il suo “Ciao” che le invidio tantissimo. Io e mio fratello abbiamo un debole per Lina: è saggia, simpatica, sorridente, semplice senza essere mai banale, e spesso e volentieri ci porta le uova delle sue galline. Riconoscerei le sue uova fra mille, tanto che una volta mia madre mi rifilò due uova facendomi credere che fossero quelle di Lina ma io la sgamai subito, le uova di Lina hanno un sapore unico. Ho anche il sospetto che sia lei a farle, ma poi mi dico che è un pensiero poco carino verso Lina.

Una mattina con mio stupore ho scoperto che Lina toglie anche il malocchio. Ecco, il malocchio, il guardare male, il potere dello sguardo, per un cinefilo è un invito a nozze dato che credo con Bresson nella “forza eiaculatrice dell’occhio”. Tra le tante superstizioni quella del malocchio è la mia preferita, citofoni permettendo. Quindi mi sono fatto “segnare” il malocchio e ho filmato questa antico rito popolare. Lina è uno dei miei film più visti, sta al quarto posto con più di 80mila visualizzazioni. Al primo posto c’è Il culo di Amanda (più di 250mila), al secondo il mio documentario Harka (più di 115mila ), e al terzo La moglie del mio vicino ( più di 114mila ).

Su Internet il culo vince, e distanzia il malocchio di Lina, ma devo confessarvi che per Lina e le sue uova sarei disposto anche a credere che sia meglio cambiare strada se un gatto nero ti attraversa la strada, 1+1 non fa sempre due, come ci ha insegnato Antonioni in Deserto rosso, e la razionalità in fondo è solo un modo come un altro per “apparecchiare la tavola”, ma le uova di Lina, dio, sono una magia!