LEPANTO – ULTIMO CANGACEIRO di Enrico Masi Con Michael J. Wells, Marie Billegrav Bryant, Enrico Masi. Italia-Gran Bretagna-Brasile 2016 Durata ’74 Voto 4/5 (DT)

L’ultima resistenza possibile alla sopraffazione della speculazione edilizia, all’omologazione compositiva dell’immagine, ad un piatto concetto di tempo. Lepanto, commistione documentaria/finzionale della factory Caucaso, è un altro tassello visivo e filosofico dei lavori di Enrico Masi, dove la forma di opposizione al pensiero e all’agire dominante del capitalismo contemporaneo assume i contorni della malìa e del soffio di una fabula. Mike, a cui venne rasa al suolo la casa per far spazio alle costruzioni per le Olimpiadi di Londra, appare in Brasile prima che le autorità radano al suolo centinaia di abitazioni di povera gente per far spazio al parco olimpico. “Il profitto che si trasforma in evento”, il racconto che oscilla tra realismo della cronaca, ricomposizione vintage della testimonianza sul campo, e apparizione onirica di storia e senso (pagine di libro, dipinti, leggende di “resistenza”), fa di Lepanto un oggetto filmico non incasellabile né nella categoria classica del documentario di impegno civile, né nelle opere puramente di ricerca e sperimentazione visuale dell’oggi. Quando invece è cinema di pura essenza spirituale, moto in avanti del sogno meliesiano degli albori, sospeso sul crinale di una libertà formale assoluta e spiazzante.