Cosenza, 18 ottobre, nella straordinaria cornice dell’Accademia cosentina, tra le più antiche esistenti in Europa, fondata nel 1500 da Aulo Giano Parrasio e riorganizzata da Bernardino Telesio che di Cosenza è cifra identitaria, la Biblioteca Gullo sarà protagonista d’una rarità culturale da non perdere (ingresso a partire dalle 18.30). Uno speech del giornalista e saggista Paolo Mieli su uno dei politici più straordinari che la Calabria abbia vantato, Fausto Gullo. Un evento che per l’occasione, oltre la presenza di Ernesto D’Ippolito (Presidente dell’Accademia) e di Oscar Greco (cui si deve il libro Caro compagno, l’epistolario di Fausto Gullo), vedrà una performance dell’attrice Lucia Lavia, cui in chiusura dell’iniziativa sarà affidata la lettura della Lettera agli elettori che Gullo scrisse quando decise di lasciare la politica attiva.

Sempre legato alla sua Macchia di Spezzano piccolo, nella Presila, dove oggi ha sede la biblioteca che porta il suo nome, assegnato al confino per la sua tendenza ad esser “sovversivo”, sette volte ministro, Fausto Gullo fu tra i primi a proporre l’istituzione dell’Assemblea costituente e da deputato della costituente si batté per temi, all’epoca visionari, oggi più che mai attuali: dall’autonomia del potere giudiziario alle questioni legate alla famiglia. Fu il primo ad affrontare il tema dell’uguaglianza e della parità di garanzie tra figli legittimi e figli naturali (solo oggi diventata legge) sino al divorzio, per non dire della sua contrarietà nei confronti del regionalismo e della passione che piuttosto lo contraddistinse per l’Italia dei comuni.

Il nome di Gullo, ministro dell’Agricoltura, è legato alla passione con cui si batté per i diritti dei contadini, garantendo loro la possibilità di coltivare e di occupare le terre incolte (tema sul quale, in Calabria, si consumò l’eccidio di Melissa, in cui morì tra l’altro Angelina Mauro), tanto da esser ricordato come “il ministro dei contadini”. Una tappa straordinariamente importante per la storia del Mezzogiorno, che con la riforma agraria segnò l’inizio della fine del latifondismo: l’emissione, dal 1944 al 1946, dei cosiddetti Decreti Gullo. E da ministro di Grazia e Giustizia si batté per la reintroduzione delle giurie popolari nei processi di Corte d’Assise, quasi a voler rendere protagonista la cittadinanza attiva.

Una figura suggestiva il cui percorso, contenuto in un patrimonio librario di 15mila volumi (fra cui l’archivio privato) consultabili oggi nella Biblioteca Gullo di Spezzano, viene finalmente restituita alla collettività in modo permanente. Tra i primi ad averla fruita i ragazzi delle scuole elementari di Spezzano piccolo, che sa di nuove generazioni curiose di quelle che le hanno precedute. In mostra visibili, tra l’altro, la corrispondenza con Nenni, Togliatti, Pertini, ma anche le tessere del PCI, le pagelle scolastiche, il suo diario. “L’obiettivo della mostra – racconta Antonio Curcio, direttore della biblioteca – è quello di mettere in risalto la personalità di Gullo attraverso la vita, la giovinezza, l’impegno politico, il difficile periodo dell’esilio e l’attività di governo del Paese”.

Un progetto che rientra in un programma ben più ampio, teso a valorizzarne la figura, con particolare riferimento alla conoscenza del patrimonio librario che significa trasmissione del sapere. Un progetto dalla forte valenza culturale, non a caso primo in graduatoria per i finanziamenti sui fondi culturali della Regione Calabria, che oggi porterà alla catalogazione dell’archivio storico e all’acquisizione dell’opera omnia di e su Fausto Gullo.

Una figura straordinariamente moderna, quella di Fausto Gullo. Giacché oggi, in una regione allo sbando e in sistema regionale fortemente in crisi, c’è da chiedersi quanto quella sua ostilità verso il regionalismo non fosse straordinariamente visionaria ed antesignana. Di più, in un momento dove forte è il tema della riforma costituzionale, la figura di Gullo, che fu il primo a proporre l’assemblea costituente, assume ancor più attualità se solo si pensa al monito, più volte espresso dallo stesso, sull’esigenza di informare i cittadini rispetto a quanto il governo andava facendo. Che racconta di un uomo dalla visione laica e dalla tendenza da condivisione partecipativa, sempre al servizio dei cittadini e delle loro libertà. Non a caso il suo ultimo voto fu per un referendum (era quello del divorzio) e fu a favore del NO.