I soci della Banca Popolare di Milano hanno approvato la fusione con il Banco Popolare. Il quorum dei due terzi è stato raggiunto e superato: su 10.198 soci in proprio e per delega, in 7.314 hanno votato sì, in 2.731 hanno votato no e 142 si sono astenuti. Undici persone non hanno votato. Dopo le procedure di voto, durate circa mezz’ora e che hanno permesso di registrare contrari e astenuti, sono risultati favorevoli alla fusione con il Banco Popolare il 71,79% dei soci Bpm che hanno partecipato all’assemblea. Considerando i votanti, la delibera aveva bisogno dei voti a favore di almeno 6.800 soci.

Dal 1 gennaio 2017, l’aggregazione avrà efficacia e l’istituto diventerà la terza banca del Paese – dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo – con un attivo di oltre 171 miliardi di euro, 4 milioni di clienti, 2.467 sportelli, circa 25mila dipendenti e quasi 120 miliardi di impieghi.
Il progetto ha avuto una gestazione di sette mesi, prima di arrivare alle assemblee congiunte di Verona e Milano. A marzo, dopo almeno tre mesi di analisi, trattative e di “siamo sulla buona strada”, è stato firmato il primo protocollo di intesa tra Bpm e Banco Popolare, salutato con favore dal ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan.

“Con il voto di oggi nasce il terzo gruppo bancario italiano, che valorizza Bpm e la mette al riparo da acquisizioni selvagge”, ha commentato il segretario generale del sindacato dei bancari Fabi, Lando Maria Sileoni. L’operazione è stata “fortemente voluto dai dipendenti e dalle organizzazioni sindacali – ha sottolineato – Abbiamo votato a favore della fusione perché siamo fortemente convinti della qualità, del senso di appartenenza e nella professionalità dell’attuale gruppo dirigente e di tutti i lavoratori della Bpm”. Secondo il sindacalista, inoltre, questa soluzione “valorizza lo storico istituto milanese, mettendolo al riparo da acquisizioni selvagge da parte dei fondi speculativi. Vogliamo una banca al servizio del territorio , delle imprese, delle famiglie e dei lavoratori che mantenga tutti i posti di lavoro”. E ancora: “Stabilità e crescita, valorizzazione della professionalità, centralità della Bpm all’interno del terzo gruppo bancario, dovranno essere le bussole di orientamento del nuovo management”. Ai posteri l’ardua sentenza.