C’è un indagato per l’omicidio di Albano Crocco, l’infermiere in pensione di 68 anni decapitato nei boschi di Lumarzo, sulle alture di Chiavari, dove era andato in cerca di funghi. Si tratta del nipote, Claudio Borgarelli. Come riportano il Secolo XIX e l’edizione locale di la Repubblica, Borgarelli ha ricevuto l’avviso di garanzia prima della perquisizione domiciliare effettuata ieri.

Si tratta di un atto dovuto, spiegano gli inquirenti e il suo avvocato Antonio Rubino. I carabinieri di Chiavari e del nucleo investigativo hanno sequestrato armi (una pistola regolarmente detenuta e alcuni coltelli), ma anche arnesi da lavoro (roncole, asce e machete) e indumenti. Il materiale acquisito è stato inviato a Parma per essere analizzato dai Ris. Borgarelli è accusato di omicidio volontario. Ha ammesso di aver avuto un pessimo rapporto con lo zio, ma ha respinto ogni addebito. Non è però l’unico sospettato. Le attenzioni degli inquirenti si concentrano anche su altri due soggetti che avrebbero avuto litigi con la vittima e che presenterebbero un ‘profilo’ compatibile con l’assassino, ovvero qualcuno che abbia dimestichezza con grosse armi da taglio.

Oltre alla perquisizione in casa, i carabinieri hanno effettuato anche la prova dello stub su Borgarelli per verificare se ha usato un’arma da sparo nelle ultime ore. L’esame è stato compiuto ieri nella sua villetta di Craviasco di Lumarzo: all’uomo sono stati effettuati rilievi con spugnette imbevute di sostanze speciali sulle mani e sulle braccia per accertare se ci sono tracce di polvere da sparo. Il responso dell’esame, affidato agli specialisti del Ris di Parma, potrebbe essere decisivo per le indagini. Borgarelli possiede una pistola revolver che può sparare cartucce a pallini. Sul cadavere di Crocco infatti sono stati trovati alcuni pallini nella parte posteriore del collo e della schiena, a prima vista la parte esterna di una rosa di pallini.

Decisivo per le indagini anche il responso dell’autopsia svolta dal medico legale Aurelio Bonsignore. Dagli esami – racconta Repubblica – emerge già un certezza inquietante. Prima Crocco è stato ferito da una rosa di pallini. Poi il suo assassino ha iniziato a tagliargli la testa. Quando l’ex infermiere era ancora vivo.