Saluti nazisti e sputi durante l’inno israeliano. Sono stati individuati i tifosi italiani, che lo scorso 5 settembre durante la partita per le qualificazioni ai Mondiali russi tra Italia e Israele, avevano fatto il saluto romano. Si tratta di tre ultras di Bari (P.G, 23 anni, T. F, 25 anni D.B.N di 24) indagati per manifestazione di razzismo negli stadi. I tre tifosi, al termine del primo tempo erano stati espulsi dal Sammy Ofer di Haifa dalle autorità israeliane.

Il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, in un colloquio con l’ambasciatore italiano in Israele, Francesco Maria Talò, aveva dichiarato: “Condanniamo fermamente quanto accaduto. Auspichiamo che le autorità competenti possano al più presto accertare quanto accaduto e individuare i responsabili”. Il gesto era stato poi subito denunciato da Moked e Etrog, due portali di ebraismo italiano. La Fifa aveva punito l’episodio con una sanzione da 27mila euro.

Gli agenti della Digos di Bari in collaborazione con la direzione centrale della polizia di prevenzione per i risvolti internazionali hanno eseguito perquisizioni domiciliari e personali. Al termine dell’operazione sono stati ritrovati, oltre il biglietto di ingresso allo stadio, un manganello telescopico, una mazza da baseball e varia pubblicistica riconducibile all’ideologia nazi-fascista.

Due di loro erano già sottoposti a Daspo. Il Questore di Bari ha esteso per D.B.N. il provvedimento anche in ambito internazionale per la durata di 3 anni, mentre a T.F l’aggravamento della misura già in corso da 3 a 5 anni con la previsione dell’obbligo di firma e l’estensione in ambito internazionale. I tre tifosi da tempo non appartenevano più alla “Curva Nord” lo storico settore ultras del Bari, che fin da subito si era dissociato con il saluto romano.