L’attacco di Donald Trump: “Se vinco, darò istruzioni al mio procuratore generale affinché nomini un procuratore speciale per fare luce sulla questione delle email“. La risposta di Hillary Clinton: “E’ una cosa ottima che una persona con il carattere di Donald Trump non sia al comando”. La pronta risposta del miliardario: “Perché saresti in carcere“. Parole che – si legge in un’analisi del The Atlantic, che la scorsa settimana ha pubblicato il proprio endorsement in favore dell’ex segretario di Stato – costituiscono una violazione dei principi costituzionali e giuridici dell’ordinamento degli Stati Uniti.

“Non è così che funziona la nomina dei procuratori speciali – argomenta Yoni Applebaum, capo della redazione politica di The Atlantic – esiste tutta una serie di meccanismi legali pensati per far sì che le indagini sui funzionari dell’esecutivo non siano sottoposte a influenze politiche. Trump propone l’esatto contrario, inducendo il suo procuratore generale a nominare un procuratore perché quest’ultimo investighi su un rivale politico che secondo lui dovrebbe “essere in prigione“.

Le parole di Trump sono, poi, quanto di più lontano esista dal funzionamento della presidenza: “Quando Richard Nixon cercò di interferire in un’indagine in corso, il procuratore generale Elliot Richardson si dimise. E anche se Trump dovesse trovare un procuratore generale più disponibile, egli non avrebbe in ogni caso il potere di incarcerare la Clinton. I presidenti non sono a capo del sistema giudiziario, ma sono solo responsabili della corretta applicazione delle leggi”.

Ma neanche le democrazie, prosegue The Atlantic, funzionano così: “Chi viene eletto dal popolo non mette in prigione i loro nemici. La Costituzione vieta espressamente le leggi volte a punire gli individui aggirando il normale corso della giustizia, allo scopo di impedire ai governanti con tendenze dispotiche di perseguitare i loro avversari. L’incarcerazione di oppositori politici è una caratteristica delle dittature repressive, non delle democrazie in buona salute”.