Dopo i primi 20 minuti  di dibattito, esaurito l’argomento degli scandali sessuali, si passa all’Emailgate. Hillary Clinton ribadisce la linea (“Ho sbagliato, mi sono scusata, non lo rifarei”), Trump affonda: “stai mentendo di nuovo”, “dovresti vergognarti”. Quindi la minaccia, la più pesante del dibattito, quella di mettere in prigione la sua oppositrice: “se fossi presidente nominerei un procuratore speciale per indagare l’uso del server privato” (quando era segretario di stato, ndr)