“Ricordatevi questo nome. Andrea Stimamiglio, l’uomo che rinunciò ai rimborsi”. Così, in piena bufera da “rimborsopoli”,  titolavano gli articoli sulla scelta in controtendenza di un medico ligure entrato in consiglio regionale proprio per sostituirne il vicepresidente, arrestato per le “spese pazze”. In quei giorni convulsi veniva dipinto come un eroe perché aveva annunciato che non avrebbe usato un euro ma li avrebbe restituiti tutti, al centesimo, e con anche gli interessi. Lo chiamiamo per sapere come è andata a finire, visto che è anche lui è un singolare figlio di quello scandalo che – assoluzione dopo assoluzione – sta virando verso l’oblio. Scoprendo che poi i soldi li ha restituiti davvero, ma questo non gli è valso la rielezione: alle regionali 2015 si candiderà ma prenderà solo 2.200 voti, segno a quell’altezza lo scandalo che oggi regala tante assoluzioni aveva forse perso presa perfino nei cittadini che tanto s’erano indignati.

La sua “grande rinuncia” non sembra aver lasciato segni. Lei non è stato rieletto e pare non aver contagiato altri consiglieri…
No in effetti no. L’anno dopo mi sono ripresentato con la lista di Pastorino ma non ho avuto molti voti, circa 2.200. Preferenze, voti personali.

Alla fine sembra che i cittadini si indignano tanto ma quando sono chiamati a scegliere rimuovono…
A onor del vero penso che il fatto che uno restituisca non sia la condizione sufficiente. Lo dico anche contro il mio interesse ma restituire non vuol dire essere dei buoni amministratori o politici. Certo lo avevo fatto in un momento in cui effettivamente il bravo o non bravo veniva stabilito in base a quello che avevi comprato con i soldi dei rimborsi.

Quanto tempo ha passato poi in Consiglio?
Con un po’ di rammarico sono stato solo un anno. Perché faccio il medico di base e avrei tanto voluto portare avanti qualcosa soprattutto in sanità e qualche piccola cosa ero anche riuscito a farla per un miglioramento delle condizioni della guardia medica, soprattutto delle donne in gravidanza. Ma alla fine l’esperienza si è conclusa portando a casa molto meno di quel che avrei voluto.

Mettiamo nero su bianco le cifre restituite?
In 12 mesi ho riaccreditato circa 70mila euro, con gli interessi.

Insisto, non è curioso che le scelte dei cittadini abbiano premiato chi andava in Tribunale a giustificare gli scontrini e non spendeva neppure un euro?
Certo, anche io sono rimasto stupito nel veder rieletti alcuni protagonisti dello scandalo. Ma io ho pensato solo di dare un segnale. Anche perché a mio modo di vedere lo stipendio del consigliere regionale è più che dignitoso e se c’è da fare qualche spesa per la propria attività politica si può anche sostenere da soli, senza pesare ancora sul contribuente.

Resta un fatto: lei, medico di base, è la prova vivente che si può fare il consigliere senza rimborsi.
Sì, è innegabile che sia possibile. Poi faccio il medico di base però in quell’anno mi sono fatto sostituire per mezza giornata da una collega e la sera arrivavo in studio giusto per vedere i casi più urgenti. Quindi è stato abbastanza faticoso.

L’assunto di base resta: quei 70mila euro che le hanno dato da spendere per un anno si potevano evitare. E siccome in 5 anni sono 350mila euro  moltiplicati per tutti i consiglieri d’Italia…
Si, ma io ero anche favorito perché ero di Genova e se fossi stato di Imperia avrei dovuto sostenere le spese di trasferimento…

Ma per 70mila euro di spese di trasferimento devi abitare a  New York. Possiamo dire che quei soldi sono destinati a spese superflue?
Sì. Diciamo di sì. Questo si può dire, anzi l’ho dimostrato nei fatti.

Si candiderà più?
No, l’esperienza politica è finita. Sono tornato a fare il medico di base.