Aveva posato in topless sulla terza pagina del Sun. Venerdì scorso è stata arrestata nell’ambito di un’indagine contro l’Isis. Kimberley Miners, 27enne inglese di Bradford, è stata fermata e interrogata dalla polizia britannica che le ha contestato presunte violazioni della legge in materia di antiterrorismo, dopo ripetute segnalazioni sui suoi contatti online con un jihadista. Gli agenti hanno anche perquisito la sua abitazione, nella città al centro del West Yorkshire. Il fermo è durato poche ore: è stata rilasciata sotto pagamento di cauzione nella serata di sabato, in attesa di ulteriori indagini.

“La ragazza è stata arrestata nell’ambito di un’inchiesta ancora in corso – ha dichiarato un portavoce della polizia – col sospetto che detenesse materiale legato ad attività terroristica“. Lo scorso mese, gli inquirenti inglesi avevano intercettato alcune conversazioni online tra la Miners e Abu Usamah, un militante dell’Isis che si trovava in Siria ed era malato. L’uomo avrebbe preteso che la ragazza lasciasse il suo Paese d’origine e si unisse ad un gruppo riconducibile al Califfato.

In attesa degli sviluppi dell’inchiesta, il caso di Kimberley Miners fa molto discutere in Gran Bretagna, e già da qualche settimana. Erano state infatti rese note varie foto pubblicate dalla ragazza su alcuni social network con lo pseudononimo di Aisha Lauren al-Britaniya: le immagini ritraevano donne musulmane che imbracciavano fucili. In altri post, la ragazza si mostrava completamente velata. Difficile riconoscervi la stessa modella che aveva posato seminuda per la famigerata terza pagina del Sun: lo stesso tabloid spiega ora che in pubblico la Miners continuava ad indossare jeans aderenti e a sfoggiare i suoi lunghi capelli biondi, ma su internet lasciava scoperti solo gli occhi verdi.

Al Sunday Times la ragazza ha recentemente dichiarato che il suo interesse per l’Islam è nato lo scorso anno, aggiungendo: “Attraverso questa religione ho trovato la pace”. Ha inoltre raccontato di essere andata “in vacanza” due volte in Turchia lo scorso ottobre, e di essersi poi ritrovata in un campo profughi vicino al confine siriano. “Ricordo di aver visto una bimba di 3 anni e un neonato a bordo di una strada. In quel momento ho sentito che avevo bisogno di cominciare a dire a tutti cosa stava davvero accadendo lì. Voglio solo aiutare quei bambini“. Il suo interesse per la guerra civile siriana si è comunque approfondito grazie alla visione di violenti video realizzati dall’Isis: video che la Miners condivideva su facebook con un account registrato sotto il nome di Aisha al-Britaniya, come lei stessa ha confermato. Non si definisce una vera e propria sostenitrice dell’Isis, ma non nega di aver avuto contatti con Abu Usamah, lo scorso. “Lui mi ha semplicemente detto: ‘Se puoi lasciare l’Inghilterra, allora lasciala e basta’”.