Uno yarn bombing o bombardamento di filato, in piena regola. Un lavoro che negli ultimi tre mesi le ha viste impegnate a realizzare strisce lavorate a uncinetto o ai ferri, da girare intorno ai tronchi degli alberi così da poterli ricoprire di filo colorato, tricottando con velocità e perfezione i vari punti della maglia, rasata a diritto o rovescio, lenta o legaccio, punto rete, maglia alta e bassa per le roselline da far spiccare sui verdi arbusti e maglia tessuto per le copripanchine in marmo a cui hanno aggiunto le scritte “Lilt” e “Latina”.

Insomma un lavoro fantasioso e perfetto con un unico denominatore: il rosa. Ne è venuta fuori una piazza bellissima e unica, molto apprezzata dal sindaco Damiano Coletta che ieri mattina ha voluto incontrare e ringraziare questo straordinario gruppo di donne di Latinaknitcrochet.

“Abbiamo fatto tutto questo lavoro per raccogliere fondi per la Lilt”, spiega Anna Bruno, coordinatrice del gruppo da lei fondato. Anna è un’analista chimica in pensione. Si è sempre occupata di volontariato. Da qualche anno frequenta il gruppo che spontaneamente mette a disposizione il suo tempo, in maniera completamente gratuita, presso il Padiglione Porfiri all’ospedale di Latina. Ma ha da sempre una passione: lavorare ai ferri. In maniera spontanea ha cominciato a vedersi con un piccolo gruppo di donne, prima in una libreria, poi in un bar per sferruzzare insieme.

A poco a poco, e con il passaparola il gruppo si è ingrandito. Ora sono una cinquantina e l’appuntamento è diventato fisso. Si vedono due volte a settimana per un caffè e lavorano. Facile per Anna far combaciare le due cose. Sferruzza oggi, sferruzza domani, hanno realizzato, negli ultimi tempi, 75 cappellini per le donne ricoverate presso l’ospedale di Brescia.

Delle copertine per i bambini del Burundi. Dei pulcini commissionati e venduti a Pasqua e il cui ricavato è stato destinato ai bambini del Camerun. E realizzato 155 pezzi per la coperta-record, più grande del mondo che è stata stesa nella piazza Unità d’Italia di Trieste. E ora la Lilt.

A giugno, dopo aver acquistato a loro spese oltre 5 chili di filato rosa e aggiunto quello che avevano già in casa, hanno lavorato per l’“addobbo” della piazza in rosa. E’ la prima volta che accade una cosa del genere. Non solo a Latina. Ma in Italia. Finito di allestire non si sono fermate. Erano ancora lì, sotto il gazebo che la Lilt ha allestito in piazza a sostegno della prevenzione nella lotta al cancro, a lavorare. Anche se è domenica. Hanno creato dei braccialetti rosa per finanziare ancora la Lilt. Intorno i mariti premurosi e pazienti. E la gente che si ferma a guardarle. Un’operazione di volontariato davvero unica.