Dimitri Kunz, che si fa chiamare principe d’Asburgo-Lorena non appartiene al nostro casato e non è nemmeno principe”. A sostenerlo con il FQMagazine è Sigismondo d’Asburgo-Lorena, arciduca d’Austria, erede al trono di casa Asburgo, quadrisnipote diretto di Leopoldo II di Toscana (il sovrano de Granducato di Toscana che abdicò  nel 1860 ndr). Il bel Dimitri Kunz è invece salito agli onori delle cronache mondane per essere il nuovo “compagno” di Daniela Santanché, mano nella mano sul red carpet dell’ultimo Festival di Venezia, e sotto la didascalia “principe d’Asburgo-Lorena”. “Il punto è che non lo abbiamo trovato in nessun ramo dell’albero genealogico della nostra famiglia, primariamente in quello toscano”, spiega Sigismondo dalla sua casa svizzera. A quanto pare tra principi e duchi gli Asburgo in Toscana si conoscono tutti, e il signor Dimitri, come il fratello Soldano, e l’oramai ex moglie sposata nel 2002 Patrizia, non hanno una discendenza diretta con il prestigioso casato. “Alcuni anni fa mi hanno chiamato a Forte dei Marmi per donarmi la cittadinanza onoraria. Arrivato lì qualcuno mi ha detto che già altri Asburgo-Lorena frequentavano la Capannina, una certa Patrizia e un certo Dimitri”, continua Sigismondo. “Sono rimasto di sasso. Anche perché quell’informazione si è aggiunta ad un’altra precedente in cui mi era stato detto che a Firenze c’era il proprietario del ristorante “La Giostra” che si faceva chiamare anche lui Asburgo-Lorena. Io non conoscevo nessuno di questi signori e di solito gli Asburgo non vanno a mostrarsi molto in pubblico mostrando il proprio blasone. Per questo ho cercato la loro discendenza per capire da dove derivasse, ma non l’ho trovata”.

Così se Patrizia, l’ex moglie di Dimitri Kunz, definita per anni principessa su settimanali e riviste, non vuole sentir parlare di titoli nobiliari (“Io non ne so nulla di alberi genealogici, chiedete ai diretti interessati”), è Dimitri a diradare le nebbie della querelle aristocratica. “I miei estratti di nascita parlano chiaro. E’ un dato assodato tramandato da mio nonno, a mio padre e infine a me. A livello genealogico però non sono mai andato a fare una ricerca diretta”, commenta al FQMagazine, l’aitante “principe” toscano. “Con questo non contesto quanto detto da Sigismondo, anzi non ho niente da obiettare o pretendere dall’arciduca. Sono consapevole di non provenire da un ramo diretto della famiglia. In casa mia, se non ricordo male, si è sempre raccontato che il riconoscimento d’Asburgo-Lorena proveniva tramite femmina, quindi non attraverso la linea genealogica maschile. Non voglio entrare nel merito, appunto, perché non l’ho verificato, e non voglio essere impreciso”.

Probabile che un Kunz nel passato si sia sposato con qualche duchessa e ne abbia preso il nome, dato comunque che non riusciamo a rintracciare nel Genealogisches Handbuch des Adels come in altri libri dove sono registrati ufficialmente tutti i nostri discendenti. Ma ripeto se anche così fosse non può esserci titolo né nobiliare del casato assegnato al signor Dimitri, né tantomeno il titolo di principe. Se una donna Asburgo-Lorena si sposa con un signore qualunque lei rimane sì altezza reale ma non passa il titolo ai figli”, precisa Sigismondo. Il 50enne erede al trono d’Asburgo, programmatore informatico oggi occupato nel campo immobiliare, conclude con un richiamo “amichevole” al Kunz: “Recentemente ho dovuto registrare il copyright di casa Asburgo, cioè gli ordini dinastici di santo Stefano e san Giuseppe, perché venivano usati come logotipi irregolarmente. Non è assolutamente il caso dei Kunz. Anche se a il signor Dimitri chiedo semplicemente di non utilizzare il nostro nome. Ad esempio quando i giornali lo scrivono, lui dovrebbe dire che non è Asburgo-Lorena e l’equivoco finirebbe. Anche se c’è qualche bisnonna di casa Asburgo che si è sposata con un Kunz, basta che lui dica di non essere un principe, perché non lo è”.