Salvo miracoli, il motomondiale sarà di Marc Marquez. È il verdetto del Gp di Aragon, dove lo spagnolo conquista la quarta vittoria con un’altra sontuosa gara in rimonta. Meritata, come sempre più senza discussioni è il dominio del Cabroncito sulla stagione. A quattro gran premi dalla fine, il pilota della Honda ha 52 punti di vantaggio su Valentino Rossi e 14 in più su Jorge Lorenzo, rispettivamente terzo e secondo oggi. Un distacco ormai quasi incolmabile visto il passo tenuto da Marquez, sempre sul podio tranne che negli ultimi due appuntamenti prima di Aragon e il quinto posto in Austria. Se il 23enne di Cervera non crolla all’improvviso, l’attuale campione del mondo e il Dottore potranno solo stringergli la mano e lottare per la piazza d’onore sul podio finale.

Anche in Aragona, nessuno è riuscito a frenare la vivacità di Marquez, partito dalla pole ma scivolato in avvio fino alla quinta posizione. L’errore non gli ha impedito di risalire andando a riprendere Dovizioso, Lorenzo, Rossi e Vinales, sbriciolatisi uno dopo l’altro quando pressati. A metà gara, per dire, la situazione era totalmente diversa. Con Valentino primo e Marquez in terza posizione, il divario si era ridotto fino a 34 punti e il motomondiale in quel momento sembrava nuovamente riaperto. È durato poco, molto poco. Il tempo che la gomma media montata da Rossi iniziasse a non pagare più, che un erroraccio di Vinales permettesse al Cabroncito di piazzarsi secondo e avere spazio per andare alla caccia di Vale.

Fatto puntualmente accaduto a dodici giri dalla fine, quando Marquez ha provato l’attacco. Riuscito al primo tentativo, senza che poi il Dottore avesse la forza per ribattere. È rimasto attaccato per due tornate, poi ha perso terreno e un dritto a due giri dal termine gli è costato anche il sorpasso di Lorenzo. Un finale in calando dopo una gara impostata nel modo giusto, vista la partenza in sesta posizione che non gli ha impedito di risalire e tentare il colpaccio.

Marquez ha detto no, rispolverando grinta e aggressività che lo hanno sempre contraddistinto. Nonostante la sublussazione della spalla destra in seguito alla caduta nelle Libere 3 e i rischi corsi in partenza (altra caduta sfiorata al 3° giro). Voleva assestare il colpo decisivo al mondiale, senza fare calcoli, e ci è riuscito. Aiutato anche dalla scelta delle gomme, con la dura anteriore e posteriore che hanno funzionato meglio della coppia media-dura scelta da Rossi. A questo punto potrebbe addirittura conquistare il suo terzo titolo mondiale in Australia, terzultimo appuntamento della stagione. Sarebbe il giusto premio a un’annata condotta senza pazzie e con pochi rischi ma con il solito piglio. Un Marquez più maturo, e quasi campione.