Battibecchi multipli tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nel corso di Otto e Mezzo (La7). La prima manche si ha quando il premier dichiara di avere sulle Olimpiadi “una visione ontologicamente diversa” da quella di Travaglio: “Io faccio il tifo per l’Italia, non so calcisticamente, a differenza di Travaglio che tifa per la Germania”. “Ogni tanto” – replica il direttore del Fatto – “Per la Nazionale di Bearzot ho fatto il tifo anche io”. Lo scontro deflagra quando vengono affrontati i dati del Jobs Act e, di fronte agli entusiasmi di Renzi, Travaglio osserva: “I contratti sono a tutele crescenti, li avete cambiati. Avete abolito l’art. 18. Siete voi che fate danni, non io. Io scrivo”. “E questa è una sua opinione rispettabile” – ribatte Renzi – “ed è la sua opinione. Vede, quello che è diminuito in questi due anni sono le copie del Fatto Quotidiano, non i posti di lavoro”. “Le devo dare delle brutte notizie anche in merito a questo” – replica il giornalista – “Le manderò i dati”. “I dati di ads dicono il contrario”, risponde il premier. “E si aggiorni” – controbatte Travaglio – “Il Fatto Quotidiano è pagato coi soldi dei nostri lettori. Pensiamo a quello che fate voi coi soldi dei cittadini.”. La polemica si ripete, quando il direttore del Fatto ribadisce i dati negativi sull’occupazione: “Bisognerebbe ammettere di aver sbagliato, a meno che Renzi non si senta Fonzie, che non riusciva mai a dire la frase ‘ho sbagliato’ e diceva: ‘Ho sb…’. E poi si fermava. Insomma, qualcosa sarà sbagliato se abbiamo speso 30 miliardi per arrivare a una crescita zero”. “Io non so se faccio Fonzie” – controbatte Renzi – “ma io le suggerirei di non fare Ralph Malph, caro direttore