La tensione a Charlotte continua a scorrere pericolosamente e si teme che nel weekend, dopo la tregua della prima notte di coprifuoco, esploda nuovamente la rabbia nella città del North Carolina in cui le marce di protesta sono andate avanti al ritmo degli slogan che chiedono a gran voce la diffusione del video in mano alle autorità di quei momenti che hanno portato la polizia a sparare e uccidere l’afroamericano Keith Lamont Scott. Per ora c’è quello diffuso dalla moglie, Rakeyia Scott, registrato con un cellulare e pubblicato dal New York Times, mentre gli agenti fermano il marito. La donna urla ripetutamente: “Non sparate, è disarmato!“, mentre gli agenti intimano: “Butta la pistola, butta la pistola!”. Un urlo mentre scorrono fotogrammi confusi: ci sono le auto della polizia, c’è il rumore di fondo. Ma la voce della donna è chiara: “Non ha fatto nulla. Non ha una pistola, non vi farà nulla. Keith, scendi dall’auto!”. Poi i colpi: “Avete sparato?”. Ancora una volta non è una prova definitiva, di sicuro non sufficiente per stabilire cosa sia davvero accaduto, se Scott fosse davvero armato. Anche se nel frattempo una pistola è stata recuperata sulla scena della sparatoria e sembra, secondo quanto riportato dalla Cnn, che sull’arma ritrovata ben tre giorni dopo i fatti, ci siano le impronte digitali della vittima