Duello concitato, nel corso di Otto e Mezzo (La7), tra il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Tema dell’accesa polemica: la riforma costituzionale, sulla quale il giornalista esprime critiche e perplessità. Si comincia con il nuovo “Senato”, sul quale Renzi rivendica: “Se un sindaco va a rappresentare il proprio territorio al Senato, non è un “non eletto” dai cittadini. E’ chiaramente eletto”. “Sì, ma per fare il sindaco, non il senatore” – osserva Travaglio – “Pensi a come faranno bene i sindaci, se li mandate a metà settimana a fare i senatori a Roma. Ma se lo immagina un sindaco in una emergenza rifiuti, terremoto o alluvioni, che a metà settimana va a fare il senatore? E infatti i sindaci non vogliono fare i senatori, perché non hanno neppure 24 ore di tempo per fare il loro mestiere”. “Sono felice di vedere che adesso lei è esperto di sindaci” – replica Renzi – “Non tutti i sindaci gestiscono l’emergenza rifiuti, la stragrande maggioranza no ha questo problema. Ma mi passi questa battuta riferita all’assessore che lei preferisce al Comune di Roma (Muraro, ndr)”. “Io non conosco nessun assessore” – ribatte Travaglio – “Parli della riforma, non dica sciocchezze. Pensi a tutti gli inquisiti che avete nel Pd e non fate niente. Io ho chiesto le dimissioni della Muraro per aver mentito. Fate dimettere tutti quelli che mentono nel vostro partito, a cominciare da lei, e poi scherziamo”. “Mi dica dove io mento”, risponde Renzi. “Veramente la chiamavano ‘il bomba’ da piccolo” – replica il direttore del Fatto – “E poi vede, io non sono il presidente del Consiglio. Se mente un premier, è un po’ più grave”. “Sono felice che Travaglio abbia scoperto il magico mondo del garantismo”, continua Renzi che sull’argomento battibecca con il giornalista per vari minuti. Il picco dello scontro si registra quando Travaglio critica con toni durissimi il nuovo art.70 della Costituzione: “Da 9 parole siamo passati a 438 parole, scritte dai ‘semplificatori’. Chi lo legge non ci capisce niente. Zagrebelsky ha detto che smette di insegnare, se passa questa roba, e non per polemica, ma perché non sa cosa vuol dire quel testo. Peraltro, passiamo dal bicameralismo perfetto al bicameralismo cazzaro, cioè come capita. Se uno scrive un testo del genere in una tesi o in un tema, viene bocciato con 2 e il segno rosso a scuola. Abbiamo fatto scrivere la nuova Costituzione a degli analfabeti” – continua – “che non sanno esprimersi in lingua italiana e creeranno soltanto paralisi. Renzi parla di risparmi? Io ero renziano quando gli sentivo dire ‘dimezzeremo i deputati e senatori e poi pure le indennità’. Io sono preoccupato perché il Pd si sta rendendo conto che l’Italicum è stato una vaccata. Non vorrei che, dopo che vince il SI’, loro si rendessero conto che è anche una vaccata anche la riforma costituzionale. Ma l’Italicum lo ritirano con una maggioranza semplice, questo invece ce lo ciucciamo per 30 anni, perché ci vogliono i due terzi del Parlamento per cambiare una riforma costituzionale”. “Il noto costituzionalista Travaglio” – replica Renzi – “usa espressioni, da ‘ciucciare’ a ‘cazzaro’, degne della migliore tradizione costituzionale. Vuol difendere la democrazia e non riesce nemmeno una volta ad accendere l’orecchio. L’art.70? Basta leggerlo. Non sono tutti Di Maio, c’è anche chi capisce le mail quando le apre”. “Non è scritto in italiano” – ribatte Travaglio – “Le assicuro che non lo capisce Zagrebelsky, non Di Maio