Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica tuttora convinta che “Juninho Pernambucano” sia il nome di un cocktail con l’anice. Altre considerazioni.

1. “Nardy, mercoledì prevedo vittorie a valanga di Juve, Roma e Inter. Il Napoli pareggia: a Marassi, col Genoa, non vince mai”. Questo è l’sms che ho spedito lunedì a Nardella. Prese tutte anche stavolta. Che diavolaccio che sono.

2. Dopo l’oltraggio subito dall’Inter, la Juve ha fatto puntualmente scempio del Cagliari. Sangue ovunque, una macellazione a cielo aperto. Mamma mia. L’ex Storari ha evitato che le reti fossero 18. Scudetto agile, in scioltezza. Comunque non era complicato: bastava, per esempio, mettere Pjanic mezzala e Gonzalo Ciambello titolare.

3. La Roma devasta il Crotone, ahilui parvenu della serie A, con Totti titolare dal primo minuto. Mai accaduto con Spalletti (almeno credo). Anche ieri un assist mirabile, che perfino l’umile Dzeko non è riuscito a vanificare. Salah è tornato a giganteggiare, ma non è col Crotone in casa che la Roma deve dimostrare di valere il terzo posto. O addirittura il secondo.

4. Quando scrissi che l’Inter poteva arrivare seconda, fui zimbellato. In realtà non può non arrivare tra la seconda e la quarta piazza. E se arriva quarta è un mezzo disastro. Icardi è tanto odioso quanto forte: quindi è fortissimo. Joao Mario, se si accende, è molto più di un Albertini pelato. E Candreva è prezioso. Aggiungo che il da quasi tutti irriso De Boer, a me non dispiace. Nove punti in dieci giorni: Inter schiacciasassi. Terza o forse seconda. Agile, in atarassia.

5. “Il Terzo Postulato della Sibilla Scanzi” recita: “Fino a quando Sarri non riuscirà a vincere a Marassi contro il Genoa, il Napoli non potrà neanche sognare lo scudetto”. Eccoci. Ieri, sul pareggio, avrei scommesso le palle di Nardella (e infatti l’ho fatto, anche se lui un po’ nicchiava). Reina prodigioso su Simeone Jr. Che Gue Sarri lamenta due rigori – ci sta – e chiede a De Laurentiis di intervenire – non ci sta. Adoro da tempi non sospetti il Commodoro Marxista, ma questa sua ciclicità nel cercare alibi mi asciuga parecchio le palle. Lo preferisco marxista incazzoso che mazzarriano in tuta.

6. “E sticazzi non ce lo metti?”. Questa è la risposta (stranamente scurrile) della Lorenzin all’sms del punto uno. Lo avevo spedito erroneamente a lei e non a Nardella. Cazzo.

7. A dirla tutta, avevo anche previsto la sconfitta della Fiorentina e il pareggio dell’Atalanta. Quest’ultima la vedo proprio male, e mi stupisce perché Gasperini è bravo. Attenzione a De Zerbi, allenatore che sa e parecchio. Oddo ha sprecato una bella chance (11 contro 9 in casa col sin qui sopravvalutato Torino). Il Chievo non finisce mai di stupire. Bologna ruleZ, gran gol di Verdi. E Donadoni resta un Mito. Qualsiasi cosa faccia.

8. Il Milan non vinceva due partite di fila, per giunta senza prendere gol, dalle rivolte di piazza per il governo Tambroni. Bacca ha battezzato ancora, Niang ha sbagliato un gol empio ma quando accende la luce ricorda Henry. Uomini match Calabria (ve l’avevo detto che valeva 712 Abate) e forse più ancora lo spernacchiato Paletta. Lo so, sembra Orfini dopo una centrifuga coi colorati in lavatrice ed è lento come Renzi a dire quando voteremo al referendum. In questo Milan è però essenziale. Ne beneficia anche il predestinato Romagnoli.

9. Sulle cambiali (forse) false della conglomerata cinese preferisco glissare: c’è un limite anche al ridicolo, sebbene Sibilia dimostri il contrario. Tre giorni fa ho scritto che, con Lazio, Fiorentina e Sassuolo, se Montella farà quattro punti sarà Higuain che cola. Confermo, anche se ne ha già fatti tre. In casa col Sassuolo, si sa, il Milan perde di default (con 13 reti di Berardi). Quanto al Franchi, probabile quadripletta di Tatarusanu: agile, in leggiadria.

10. “Scusami, Lore. Ho fatto casino con la rubrica. Colpa di Nardy. Ah: le tue campagne promozionali mi fanno impazzire. Hanno un che di Goebbels, Giovanardi e Ladyhawke. Al tempo dell’Inquisizione avresti spaccato di brutto”. Alla Lorenzin ho risposto così. A lunedì.