Vi ricordate quando Vasco Errani era presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome? Lo è stato dal 2005 al 2014 quindi per 9 anni. Ebbene ogni anno quando il governo di turno quantificava con la legge finanziaria i fondi per la sanità, puntuale come il destino, la sua accigliata e laconica dichiarazione: “Gli stanziamenti sono insufficienti, non assicuriamo la tenuta del sistema”.

A lui nel 2014 subentra Sergio Chiamparino, a Palazzo Chigi si insedia il governo Renzi che da inizio a un tagliente programma di de-finanziamento della sanità (riduzione della spesa di un punto e mezzo rispetto al pil nel 2017). Per Chiamparino comincia probabilmente il periodo più umiliante della sua carriera politica: quasi sbeffeggiato da Renzi (celebre la battuta rivoltagli prima di una convocazione “adesso ci divertiamo”) non solo non riesce a portare a casa niente, ma viene ingannato nelle intese sottoscritte e per giunta costretto ad autoridursi volontariamente il fondo sanitario per non subire ulteriori tagli. Ma Chiamparino più moderato di Errani non parla mai di “tenuta del sistema a rischio” ma di insufficienza finanziaria tale da rendere impossibile la copertura dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Che poi è la stessa cosa detta in modo diverso.

Alla fine il povero Chiamparino dopo poco più di un anno, mangia la foglia e si dimette. Contrastare Renzi sulla sanità a quanto pare è vano e per giunta pericoloso per qualsiasi carriera politica.

Ora al suo posto siede da Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, e i toni, nonostante la sanità continui ad essere sempre più de-finanziata, sono diventati addirittura concilianti. Intervenendo nel dibattito sulla legge di Stabilità 2016 ha quasi tirato le orecchie ai suoi predecessori: “Non è che negli anni in cui aumentava di molto il fondo sanitario nazionale in tutta Italia si sia percepito che quelle risorse in più siano andate ad aumentare la quantità e la qualità dei servizi erogati”. Cavolo, un bel ribaltone.

Recentemente il governo ha ridefinito i Lea (erano fermi da quasi 15 anni) che ricordo a tutti sono le tutele che lo Stato garantisce gratuitamente al cittadino. Costo reale: 3 mld di stanziamento, del governo appena 800 milioni.

Ecco cosa ha dichiarato il presidente Bonaccini: “Abbiamo alzato il livello della tutela della salute in Italia… sono molto soddisfatto perché su questo provvedimento molto atteso perché ha a che fare con i diritti dei cittadini e che necessita di una sostenibilità economica finanziaria pluriennale c’è stata l’unanimità delle Regioni”.

E’ evidente che qualcuno sta barando e non dice come stanno veramente le cose. Gli istituti di ricerca ci dicono che ben 11 milioni di cittadini rinunciano a curarsi per limiti economici, che l’attesa di vita per la prima volta è diminuita come se fossimo regrediti ai tempi delle carestie, che le malattie stanno aumentando a vista d’occhio come sta aumentando la mortalità soprattutto quella legata agli inquinamenti (nel 2012 solo in Italia 84.400  decessi a fronte di oltre 400000  decessi in tutta Europa) che la gente soprattutto la più debole (pensionati, anziani, malati cronici, persone non auto-sufficienti, malati gravi) è sempre meno assistita, meno coperta, e meno curata cioè sempre più abbandonata.

Come fa Bonaccini a dire che abbiamo alzato il livello di tutela della salute nel nostro paese? Perché mente? Probabilmente perché questo governo che, Bonaccini per primo, non vuole contraddire ha in testa di mettere a breve in liquidazione il sistema sanitario pubblico perché considerato incompatibile con i problemi finanziari del paese. Passato il chiasso del referendum e delle prossime elezioni, la botta finale.

Oggi la sanità pubblica è davvero e non per finta a rischio di tenuta e il suo tempo di sopravvivenza si sta pericolosamente accorciando. Questa è la verità che si vuole nascondere e che invece va denunciata a tutti perché tutti si diano una regolata.