“Per favore fatemi continuare il mio percorso di recupero in affidamento ai servizi sociali”. Lo ha chiesto oggi Fabrizio Corona al gip di Milano Ambrogio Moccia nell’udienza in sui si è discusso della concessione della continuazione dei reati di estorsione con la bancarotta e la corruzione commessi dall’ex fotografo dei vip, da circa un anno in affidamento in prova ai servizi sociali. Continuazione da cui dipende il conteggio della pena da scontare e l’eventuale possibilità per il paparazzo di rientrare in carcere o meno. La decisione è attesa nei prossimi giorni. Durante l’udienza, il pm Paola Biondolillo ha chiesto al giudice di riconoscere la continuazione tra l’estorsione del caso Trezeguet con la bancarotta della sua società, la Fenice, mentre si è opposta alla continuazione con il reato di corruzione di un agente di polizia penitenziaria che gli permise di introdurre un apparecchio fotografico in carcere consentendogli di farsi un selfie. Invece, per la difesa, che ha depositato anche una memoria scritta, “é evidente la connessione temporale dei reati, commessi tutti nell’arco di un anno e 4 mesi”. “Se dovesse passare la proposta del pm”, hanno spiegato i legali di Corona Antonella Calcaterra e Ivano Chiesa, “la pena si “espanderebbe” ma non al punto da far ritornare Corona in carcere, così come se il gip dovesse accogliere la loro istanza”. Se invece il giudice non dovesse riconoscere la continuazione per l’ex fotografo dei vip, si spalancherebbe di nuovo la porta di una cella. Nel 2014 l’allora gip di Milano Enrico Manzi aveva portato il cumulo di condanne definitive a carico del ‘fotografo dei vip’, da 13 anni e 2 mesi a 9 anni, di cui tre già trascorsi in carcere. Cosa che gli ha fatto ottenere la scarcerazione e l’affidamento in prova. La procura aveva impugnato la decisione e dopo una serie di rimpalli tra Cassazione e Corte d’Appello, il caso è ritornato al gip per una nuova decisione. “Ho fatto una marea di errori – ha detto il fotografo fuori dal palazzo – a causa della mia follia e del diavolo che ho dentro che non si è fatto più risentire: sono cambiato“. A proposito di cambiamenti, in un servizio della primavera scorsa e mai andato in onda, la iena Filippo Roma avrebbe raccolto da un’assistente dello stesso Corona dichiarazioni in merito alle sue ospitate in discoteca. Settemila euro per avere Fabrizio nel proprio locale per un paio d’ore. Ma la metà rigorosamente in contanti. Queste le condizioni che l’assistente avrebbe dettato agli interlocutori che si fingevano titolari di locali. 3500 euro in nero da consegnare prima dell’ingresso in discoteca. “Ci stiamo difendendo, sono cose che porteremo nelle aule di tribunale”, risponde oggi Corona, mentre l’avvocato Chiesa lo invita a limitare dichiarazioni in merito. Azioni legali che per ora “non risultano” a Filippo Roma delle Iene, che confida nella messa in onda del suo servizio. Corona, che aggiunge di pagare “molte tasse”, dichiara di aver rimesso in piedi la sua attività, di avere almeno 30 dipendenti, frutto positivo di quel “diavolo” che dice di aver domato. “E’ lei il titolare di questa sua attività?”. La domanda è di troppo, Corona non risponde