Mentre lei, Valeria Marini è nella casa più vista (e criticata) d’Italia, il suo “ex marito” è nella fase più calda dell’inchiesta della Procura di Bergamo sul crac dell’agenzia di lavoro interinale Maxwork, dichiarata fallita nel giugno 2015. E la Marini, rinchiusa com’è nella casa del Grande Fratello Vip, al debutto proprio la sera del 19 settembre, non dovrebbe essere a conoscenza dell’arresto di Giovanni Cottone, avvenuto lo stesso giorno. E’ il suo ufficio stampa a far sapere, tramite un comunicato stampa, che il matrimonio è stato annullato, civilmente e religiosamente dalla Sacra Rota, nel mese di ottobre 2015 con sentenza ufficiale e che per questo non è corretto citare Cottone come suo “ex marito”.

Eppure un matrimonio c’è stato. Per l’esattezza, le nozze tra i due sono s’ebbero da fare il 5 maggio 2013: 900 invitati, pizzi e merletti, l’immancabile Enzo Miccio, la diretta tv e tutto il cucuzzaro di amici ricchi e famosi. Tanto rumore per nulla, perché nemmeno il tempo di assaporare la sontuosa torta nuziale che la coppia scoppiò con un sonoro botto: Cottone si era infatti già sposato in chiesa e quella relazione, conclusasi con un divorzio per lo Stato italiano, era ancora valida dal lato religioso. Che vuoi che sia un secondo matrimonio, verrebbe da dire: niente, se la “Valeriona” nazionale lo avesse saputo. Pare infatti la Marini ignorasse sia l’esistenza della moglie che quella dei due figli avuti da Cottone.

Per Marini e Cottone galeotta fu Villa Certosa: la serata doveva essere di quelle speciali, oppure no, fatto sta che c’erano Patty Pravo e Gigi D’Alessio. Da quell’occasione al matrimonio il tempo di tre anni. Poi la data fatidica, che tutto cambia: “Il giorno dopo (il matrimonio ndr) è stato l’inizio della fine. Sembrava di stare in un film quando un personaggio si toglie la maschera. Non c’è mai più stato un secondo sereno: non abbiamo nemmeno fatto il viaggio di nozze perché tutto improvvisamente è cambiato. Sono cominciate le assenze, le bugie. Diceva che era da una parte ed era dall’altra. Io ero sempre sola, ma braccata”, ha raccontato la showgirl in una lunga intervista a Silvia Nucini per Vanity Fair.

“Mi doveva un mucchio di soldi. Lui non voleva separarsi, abbiamo fatto la consensuale per creare meno attriti possibile”, racconta ancora la Marini nell’intervista. E quando la giornalista le chiede spiegazioni su una notizia circolata molto in quel periodo, ovvero il fatto che Valeria avrebbe chiesto l’annullamento perché il matrimonio non era stato consumato, la risposta è secca: “E’ stato un fraintendimento, come tanti in quei giorni”, salvo poi aggiungere che sesso, dopo il matrimonio, lei e Cottone non ne facevano mai.

Ora, Giovanni Cottone dovrà rispondere, insieme ad altri otto indagati, di accuse che vanno dalla bancarotta fraudolenta, alla truffa aggravata, dal peculato fino a reati bancari e tributari. Le indagini coordinate dal procuratore di Bergamo Walter Mapelli hanno consentito di scoprire un presunto meccanismo di sistematico depauperamento delle finanze della Maxwork, messo in atto dai vertici societari e da altre persone collegate. Con un danno per le casse pubbliche calcolato in oltre 56 milioni di euro, tra imposte e contributi previdenziali non versati. È stata inoltre accertata, seondo gli investigatori, una truffa all’Inps, per oltre 3,5 milioni,  grazie a documentazione fittizia presentata per comprovare versamenti in realtà mai fatti.

C’è da scommettere che Valeria Marini sia più che mai intenzionata a non lasciare la casa del Grande Fratello. Mai esilio volontario fu più provvidenziale. E trash.