È ancora mistero sulla bomba esplosa a Chelsea, nel cuore di Manhattan, che ha provocato 29 feriti, tutti peraltro già dimessi dall’ospedale. “Dobbiamo essere molto cauti e pazienti per capire di cosa si tratta. C’è stata un’esplosione, un episodio grave e questo è l’unica cosa che sappiamo. Non sappiamo quale sia la motivazione, se personale o politica, e chi siano gli autori. C’è un’indagine in corso e le indagini richiedono tempo” ha detto il sindaco di New York, Bill de Blasio, invitando i newyorchesi ad essere “vigili” nella conferenza stampa per fare il punto sulle indagini. “A very seriously incident” ha affermato il primo cittadino che nei momenti successivi all’emergenza aveva dichiarato che non si poteva parlare di terrorismo. “Non dovete esitare ad andare in Chiesa, dobbiamo andare avanti e continuare la nostra vita. Dobbiamo avere un senso di resilienza e di fede in quello che fa la polizia di New York”.

Il sindaco ha confermato come si sia trattato di un “atto intenzionale”, ma anche come al momento tutte le piste siano seguite; de Blasio, senza menzionare la parola terrorismo, ha confermato anche come “al momento nessun elemento fa pensare ad un collegamento con l’episodio accaduto in New Jersey“. Questa volontà di non parlare di terrorismo viene indirettamente spiegata in una riflessione del governatore di Ny, Andrew Cuomo. “Una bomba che esplode a New York è chiaramente un atto di terrorismo, ma al momento non esiste prova di una connessione al terrorismo internazionale e non c’è stata alcuna rivendicazione“.

Come del resto ha spiegato il capo della Polizia di New York, James O’Neill: “Siamo di fronte a indagini complesse. Al momento non ci sono conclusioni”. Comunque è massima allerta: è stata rafforzata la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e degli autobus, negli aeroporti e nella metropolitana. “Il fatto che dopo l’esplosione non sia stato ancora preso nessuno è fonte di preoccupazione” ha ammesso O’Neill.

E mentre l’Fbi continua a raccogliere indizi in zona, l’Isis ha rivendicato via Amaq l’attacco in Minnesota, dove un uomo ha ferito otto persone con un coltello prima di essere ucciso. “Era un soldato dello Stato islamico, ha compiuto l’operazione per colpire i cittadini dei Paesi della Coalizione crociata”, si legge sul network dell’Isis. Oggi nella Grande Mela è atteso anche il presidente Barack Obama, che al momento dell’esplosione era a Washington ad una cena di gala del Congressional Black Caucus Foundation per onorare Hillary Clinton come prima donna ad ottenere la nomination di un grande partito alla Casa Bianca. Ma sbarcano anche decine di capi di Stato e di governo, che da domani parteciperanno ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.