Un operaio di 53 anni è morto in un incidente sul lavoro avvenuto in un deposito Atac sulla Roma-Viterbo. Secondo i primi esami del medico legale l’uomo è stato folgorato, ma sarà l’autopsia a stabilire con certezza la causa del decesso. L’incidente è avvenuto nella prima mattinata di oggi “nel corso di manovre di esercizio”

L’operaio è stato trovato senza vita nel deposito Atac di via dell’Acqua Acetosa. Sul posto gli operatori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Il cadavere era vicino a una cabina elettrica. Da una prima ricostruzione sembra che l’uomo, capo elettricista, si sia recato in officina per una riparazione. Dopo qualche minuto altri operai, non vedendolo, sono andati a cercarlo e lo hanno trovato morto.

L’azienda esprime “profondo cordoglio per l’accaduto ed è vicina ai familiari”. “Una settimana segnata dalla morte nel mondo del lavoro; nella protesta di Abd Elsalam Ahmed Eldanf a Piacenza, di Giacomo operaio Ilva di Taranto di soli 24 anni all’inizio del suo turno di lavoro e questa mattina un operaio dell’Atac -Roma- è morto folgorato dai cavi dell’alta tensione, mentre interveniva per un guasto su un convoglio ferroviario che serve la tratta Roma-Viterbo, nell’impianto dell’Acqua Acetosa. Siamo stanchi di passare il tempo a contare le vittime, dirette ed indirette, del lassismo e della mancata messa in sicurezza. I dati relativi agli infortuni mortali pubblicati dall’Inail consegnano un quadro allarmante. Nel 2015 si è registrato un aumento del 16% delle morti bianche, rispetto al 2014″ dichiara Fabiola Bravi dell’Unione Sindacale di Base.

“Un chiaro segnale che le aziende investono sempre meno nella prevenzione della sicurezza e della salute dei lavoratori” prosegue Bravi. “L’avviata riforma per il riordino e la semplificazione del TU sulla sicurezza sul lavoro preoccupa ulteriormente. Tra le proposte della riforma sono state inserite norme più flessibili per i datori di lavoro, tra le quali la forte riduzione delle responsabilità penali in capo alle aziende”, aggiunge.  “È inaccettabile – prosegue – che nel XXI secolo le aziende non investano sulla prevenzione e la salvaguardia della sicurezza e della salute dei propri dipendenti. Usb esprime tutta la propria solidarietà alle famiglie delle vittime e continuerà a denunciare a gran voce le gravi condizioni di precarietà nelle quali sono costretti ad operare ancora oggi i lavoratori”.