Diventa un caso politico l’incidente sul lavoro avvenuto sabato mattina nello stabilimento Ilva di Taranto, dove un operaio è morto schiacciato da uno dei rulli di un nastro trasportatore in manutenzione. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha commentato la notizia e quella della morte per folgorazione di un addetto dell’Atac scrivendo che “ogni morte sul lavoro costituisce una ferita per l’Italia e una perdita irreparabile per l’intera società. Non è ammissibile che non vengano adeguatamente assicurate garanzie e cautele per lo svolgimento sicuro del lavoro”. Intanto il viceministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova è andata a Taranto per discutere con le organizzazioni sindacali, che da tempo denunciavano carenze organizzative e problemi di sicurezza negli impianti. Il governatore della Puglia Michele Emiliano dal canto suo ha avvertito: “La nostra pazienza è finita. La fabbrica è troppo vecchia e insicura. Ci ha portato ancora una volta via, un giovane di soli 24 anni. Il dolore della Puglia diventa rabbia incontenibile“.

“La nostra voce – scrive ancora Emiliano – non arriva alle orecchie di chi ha il dovere di ascoltarla. La vergogna ricada su chi ha impedito per legge alla Magistratura di pretendere la messa in sicurezza dello stabilimento con legge dello Stato. La stessa vergogna ricada su coloro che consentono per legge il funzionamento della fabbrica che uccide i tarantini con il suo inquinamento. La Regione Puglia con i suoi avvocati chiederà alla Magistratura di Taranto di rimettere alla Corte Costituzionale la questione di costituzionalità dei decreti Salva Ilva che appaiono oggi platealmente illegittimi“.

I 5 Stelle: “Chiudere la fabbrica della morte” – Il Movimento 5 Stelle, che per domenica 18 settembre aveva già organizzato presso la Fiera del Levante di Bari l’evento Riconvertire si può, attacca: “Occorre riconvertire l’area dell’Ilva e occorre farlo subito. Quella fabbrica della morte deve chiudere”. Su Twitter il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, definisce l’incidente un “omicidio sul lavoro. “Giacomo, 25 anni, Ilva, dove imprenditori e politici lucrano. Pagano i deboli, gli ultimi. Lavoro e salario sono diritti!”, scrive l’ex magistrato.

Il viceministro Bellanova a Taranto per incontrare i sindacati – “C’è urgentissima necessità di comprendere come sia potuta accadere questa tragedia e per quali cause il nastro trasportatore abbia ceduto. In questa direzione siamo già impegnati con i vertici dell’azienda”, ha detto Bellanova. Durante l’incontro con Fim, Fiom e Uilm convocato dal prefetto Umberto Guidato in Prefettura a Taranto “si è registrato un impegno ad avviare un costante confronto con i commissari dell’Ilva”, sottolineano in una nota le organizzazioni sindacali, precisando che “in questo modo il governo intende individuare la strada migliore per comprendere come reperire e come utilizzare le risorse in materia di sicurezza e di gestione degli impianti. Inoltre, è emersa la volontà di organizzare meglio la struttura di fabbrica, al fine di avere un management pi certo in termini di responsabilità”. Il governo si è inoltre “impegnato – concludono Fim, Fiom e Uilm – a farsi da tramite con i commissari per fissare quanto prima un incontro con i sindacati”.

I sindacati proclamano sciopero: “Per il gruppo insostenibile fase di incertezza” – Le Rsu Ilva hanno proclamato lo sciopero immediato in tutto lo stabilimento a partire dalle 12 di oggi e fino alle 7 di domattina, ha annunciato la Fiom Cgil in una nota. “Ancora una volta – scrive l’organizzazione sindacale – ci troviamo di fronte a un drammatico evento derivante dall’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione, di salute e sicurezza più volte denunciata dai responsabili per la sicurezza e dai delegati della Fiom”. Per Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom, e Giuseppe Romano, segretario della Fiom Taranto, “oltre all’indignazione per l’ennesimo omicidio sul lavoro, denunciamo ancora una volta l’insostenibilità della fase di incertezza in cui si trova la vertenza Ilva, e chiediamo con ancora più forza un tavolo di confronto con i commissari e con il governo”.

La società: “Il nastro era disattivato” – L’Ilva, si legge in una nota, “ha immediatamente riunito il comitato di crisi, composto dai commissari, dal management e dai tecnici della Società, che in queste ore sta collaborando con le autorità competenti per approfondire la dinamica dell’incidente”. La società ribadisce che “l’operazione di pulizia del nastro, eseguita dalla ditta esterna, è avvenuta dopo che il nastro è stato disattivato e privato di alimentazione elettrica. Mentre l’operatore stava effettuando attività di pulizia sul rullo di rinvio il nastro si è mosso per cause in corso di accertamento e l’operaio è rimasto incastrato tra il rullo e il nastro. Si precisa che non vi è stato il crollo di alcun carrello né alcun cedimento strutturale”.