Non c’è stata alcuna istigazione all’autista del tir. Nessuno ha detto nulla. E non era in corso neanche un picchetto, come invece è stato detto”. Lo dice Alfredo Zampogna, avvocato di Antonio Romano, il presidente della Gls. “Mio fratello era andato a prendere un ombrello . Il presidente della Gls, Antonio Romano, era nervoso perché c’erano i camion fermi. Ha detto all’autista: Se qualcuno va davanti al camion schiacciatelo come con un ferro da stiro”, ha accusato ieri Elsayed Elmongi Ahmed, fratello di Abd Elsalam Ahmed Eldanf, l’operaio investito da un tir durante un picchetto davanti alla Gls di Piacenza. Accuse che – dice l’avvocato Zampogna – sono “destituite di fondamento”. La prova? I video delle telecamere di sorveglianza, acquisite dalla polizia e dalla procura di Piacenza. “Basta guardarli per rendersi conto come sono andate le cose – dice il legale – Alle 23 e 39 Antonio Romano, (nel video è l’uomo con la camicia bianca) si trova all’interno del magazzino pochi attimi prima che il tir parta ed è assolutamente estraneo ai successivi accadimenti. Come si evince dalle immagini successive, l’improvvisa confusione si crea proprio mentre parte il tir (l’autista accende la luce in cabina e si avvia), mentre già prima si notano altri camion Gls che partono carichi. L’accidentalità del fatto – continua l’avvocato – è chiarissima: mentre curva il tir inavvertitamente succede il tragico evento. Antonio Romano è assolutamente estraneo al fatto, tant’è che ignaro poi uscirà per tentare di soccorrere il malcapitato e sarà colpito con pugni e schiaffi”. Dal video, in effetti, sembra evincersi che i manifestanti non bloccassero l’uscita della Gls, come ricostruito all’inizio ma che si siano messi a correre subito dopo il tir (montaggio di Andrea Paolini e Gisella Ruccia)