Ci sono 40 camion dell’Onu pronti ad entrare ad Aleppo per consegnare aiuti. Ma non riescono a raggiungere la città martire nonostante la tregua stia reggendo. “Abbiamo un problema, si sta perdendo tempo nella consegna degli aiuti umanitari ad Aleppo e in altre aree della Siria, rischiando di sprecare l’opportunità offerta dalla tregua”. L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, Staffan de Mistura, ha accusato il governo di Damasco di non rispettare l’impegno di aiutare le popolazioni delle città assediate, in particolare Aleppo, una volta entrato in vigore lo stop dei combattimenti. La tregua iniziata il 12 settembre aveva l’obiettivo di garantire – per almeno una settimana – il cessate il fuoco tra i militari fedeli al presidente siriano e le forze ribelli, per permettere subito dopo l’invio degli aiuti umanitari alle popolazioni colpite dai bombardamenti. Nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, l’inviato speciale Onu ha chiesto al governo di Bashar Al Assad di autorizzare “immediatamente la consegna degli aiuti nelle zone assediate”.

Secondo il diplomatico svedese naturalizzato italiano, anche la Russia ha espresso la sua “delusione” per la mancata distribuzione degli aiuti. “Abbiamo bisogno del permesso finale (del governo Assad, ndr). Ciò è particolarmente spiacevole, stiamo perdendo tempo. La Russia è d’accordo con noi su questo punto”, ha affermato De Mistura. Intanto il colonnello russo Sergey Kapitsin, comandante in capo russo nella città, ha fatto sapere che le forze armate siriane hanno iniziato il ritiro delle truppe e armamenti pesanti per creare una zona demilitarizzata ad Aleppo: “A partire dalle 11 ora locale è cominciato il ritiro di carri blindati in postazioni provvisorie. Il ritiro è supervisionato da droni e rappresentanti dei media”, ha detto Kapitsin. Il ritiro, ha aggiunto, “si realizza in modo simultaneo (con l’opposizione armata siriana) come prevede l’accordo russo-statunitense” per il cessate il fuoco.

“Gli aiuti umanitari non sono ancora arrivati” Attivisti locali, contattati da IlFattoQuotidiano.it, hanno confermato che ad Aleppo est, nei quartieri controllati dai ribelli e sotto assedio delle forze pro-Assad, gli aiuti umanitari “non sono ancora arrivati”. “La responsabilità è del governo siriano che sta bloccando il passaggio, come inizialmente garantito, ai convogli destinati ai civili colpiti dai bombardamenti”. Tra le diverse aree interessate dal cessate il fuoco vi è proprio la parte orientale della città, per la quale l’accordo sancito tra Stati Uniti e Russia prevede “uno status speciale“.

Secondo quanto sancito dalla tregua, ha spiegato De Mistura, i 40 camion già pronti per partire dovranno essere sigillati e potranno arrivare con il carico intatto a destinazione senza subire perquisizioni lungo la strada. “Questo è l’accordo, e ci aspettiamo che il governo lo rispetti”, ha affermato l’inviato Onu. Prima che i camion possano partire per Aleppo, tuttavia, le forze governative e quelle ribelli dovranno ritirarsi a una certa distanza dalla strada di Castello, arteria fondamentale attraverso la quale gli aiuti dovranno passare. E la smobilitazione dei soldati siriani fedeli ad Assad sta avvenendo, ha spiegato il generale Vladimir Savchenko, capo del Centro di coordinamento russo sulla Siria. La notizia del ritiro è confermata anche dagli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, un gruppo legato all’opposizione con sede a Londra. “Speriamo di poter fare partire i convogli domani”, ha detto Jan Egeland, anche lui presente a Ginevra con De Mistura e consigliere Onu per gli aiuti umanitari. Nella conferenza stampa, trasmessa in diretta dalla tv panaraba Al Jazeera, Egeland ha affermato che “nelle ultime 24 ore non vi sono state uccisioni di civili”.

Mosca: “I ribelli intensificano gli attacchi” – Solo l’esercito regolare siriano sta osservando la tregua dopo tre giorni mentre “l’opposizione moderata” controllata dagli Usa intensifica gli attacchi. Così il ministero della Difesa russo citato dall’agenzia locale Tass. Sergey Shoigu ha attivato due webcam – si trovano sul suo sito – per monitorare lo stato della tregua in due diversi punti di Aleppo. “L’impressione – ha detto il portavoce del ministero della Difesa – è che Washington stia giocando con le parole per coprire il suo fallimento nell’onorare la sua parte di accordo, ovvero separare l’opposizione moderata dai terroristi”. Mosca sostiene invece di aver messo in pratica la sua promessa fin da subito. “La domanda – continua il portavoce – adesso è questa: dov’è questa opposizione moderata pronta a rispettare la cessazione delle ostilità di cui i nostri partner americani ci hanno tanto parlato?”.

La Francia chiede agli Usa di rendere noti gli accordi – “Se c’è confusione – ha dichiarato il responsabile degli Affari esteri transalpino – c’è anche il rischio che l’opposizione moderata sia colpita”. Queste le parole del ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault che ha annunciato di voler ricevere il testo integrale dell’accordo sulla tregua per garantire che non vi sia confusione sugli obiettivi che possono essere colpiti. “A un certo punto saremo invitati a sostenere in modo più approfondito questo piano – ha aggiunto il ministro – ma per farlo avremo bisogno di avere tutte le informazioni”. La Francia, un membro della coalizione guidata da Washington contro lo Stato islamico, è un sostenitore chiave dei ribelli che combattono le forze del presidente siriano e ha già espresso le sue preoccupazioni per quanto riguarda i negoziati a due Usa-Russia.