Il dibattito è ancora aperto e segnato da momenti di acceso confronto. Ma alla fine le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani (Acli) si stanno orientando verso una posizione ben definita. E si preparano a sostenere il “Sì” al referendum costituzionale dell’ormai prossimo autunno. Un sostegno pesante alla riforma che porta la firma della ministra Maria Elena Boschi e il marchio del governo guidato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. Basti pensare che le Acli contano circa 800 mila iscritti, raggruppati in associazioni ad alto tasso di radicamento sul territorio. Grazie soprattutto ai patronati ad esse collegati distribuiti capillarmente a livello nazionale, attraverso i quali sono presenti anche nelle più piccole località italiane. Insomma, una vera e propria potenza quanto a diffusione e capacità di azione.

Secondo quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, il fatidico “Sì” dovrebbe essere annunciato dal presidente Roberto Rossini nel corso del prossimo incontro di studi che si svolgerà a Roma, domani e dopodomani, sotto il titolo “Passione popolare. La persona, le Acli, il popolo: la democrazia scritta e quella che scriveremo”. Titolo che, d’altra parte, richiama, neppure tanto indirettamente, proprio la materia costituzionale. Ma quali sono le motivazioni che hanno indotto le Associazioni cristiane dei lavoratori a sostenere la riforma costituzionale in vista della consultazione popolare? Il dibattito interno alle Acli si è concentrato sulla correlazione tra l’efficienza istituzionale e i processi decisionali, confrontando il quadro attuale, a costituzione vigente, con quello futuro che si determinerebbe con il via libera alla riforma. Ne è emerso un giudizio positivo su alcuni aspetti del ddl Boschi. In particolare sul superamento del bicameralismo perfetto, i risparmi di spesa che, secondo molti dirigenti, la riforma dovrebbe produrre e il potenziamento dell’iniziativa popolare nella formazione delle leggi. Aspetti che, nonostante le perplessità sul fronte dell’equilibrio dei poteri alimentate dal nuovo sistema costituzionale, hanno fatto pendere la bilancia a favore del “Sì”. Poi il confronto si è spostato sugli effetti della riforma. Che, se nel breve periodo dovrebbero potenziare la stabilità del governo, andranno valutati analiticamente solo nel lungo termine.

Insomma, una valutazione nel complesso positiva. E sarà proprio il bresciano Rossini, eletto presidente l’8 maggio scorso dal congresso nazionale ma impegnato nelle Acli sin da 1994, ad illustrarla nel dettaglio alla platea dell’incontro-studio che si aprirà domani a Roma.