“Se si pagassero le bugie o comunque il non detto in Italia, sarebbe una strage. Si desertificherebbero il Parlamento e molte redazioni di giornali e telegiornali”. Così il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nella prima puntata stagionale di Dimartedì (La7) risponde al conduttore Giovanni Floris sul vizio della “menzogna”. “Il problema non è tanto il politico che mente” – continua – “perché la menzogna in politica paga, fin quando non viene scoperta e spesso paga anche dopo, quando non te ne viene chiesto conto. L’altro giorno, quando ho chiesto le dimissioni della Muraro che aveva mentito proprio al nostro giornale, mi sono meravigliato di essere in buona compagnia, perché praticamente erano d’accordo tutti i giornali, anche quelli che non hanno mai chiesto una sola volta conto delle menzogne a Renzi, a Napolitano, alla Boschi, a Berlusconi“. Travaglio elenca, quindi, esempi vari di grandi bugie: “A Berlusconi ho dedicato un libro, “Le mille balle blu”, scritto con Peter Gomez. La sua bugia, che rimarrà nella storia e che sta negli annali parlamentari, è quella su Ruby: 314 deputati del centrodestra, Lega compresa, votarono una mozione di Paniz secondo cui Berlusconi era davvero convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. Quella verrà studiata dagli storici. C’è anche Napolitano” – prosegue – “che disse: ‘Una mia rielezione sarebbe ridicola’. E poi in un quarto d’ora si è fatto rieleggere, ma nessuno gli ha mai chiesto perché avesse mentito al popolo italiano. Renzi? Lo chiamavano da piccolo “il bomba” proprio perché raccontava balle a profusione. La sua balla storica è il tweet celebre: ‘Enrico stai sereno, nessuno vuole fregarti il posto’. Venti giorni dopo ha fregato il posto a Letta”. Il direttore del Fatto cita altre bugie pronunciate dal presidente del Consiglio, come quella sulla Commissione d’inchiesta sulla Banca Etruria, e aggiunge: ‘Rimborseremo tutti debiti della pubblica amministrazione’. Altro esempio di bugia di Renzi, che diede anche una data precisa: 21 settembre 2014. Ci sono ancora alcune decine di miliardi di debiti della Pa da rimborsare. E ancora: ‘Cacceremo i partiti dalla Rai’. Li ha cacciati tutti tranne il Pd, che ha fatto man bassa delle nomine. Ma le migliori bugie riguardano l’Italicum e la riforma costituzionale“. Commento finale sulla situazione capitolina: “Per un elettore M5S lo spettacolo romano ha un effetto devastante. Ricordo la notte in cui ci furono i ballottaggi a Roma e nelle altre città, e quando vinse la Raggi scrissi di getto: ‘O il M5S dà subito qualche prova di capacità e di novità oppure quella che adesso è la grande vetrina dei 5 Stelle potrebbe diventare la loro tomba’. E’ chiaro che, se non sapessero dimostrare di governare Roma, a maggior ragione dimostrerebbero di non saper governare l’Italia. Da cui la famosa battuta, secondo me molto azzeccata, di Paola Taverna sul complotto che voleva farli vincere a Roma